lunedì 1 settembre 2025

26.08.2025 VELLETRI CIVITAS MARIAE


Nel cuore dei Castelli Romani, tra le pietre antiche e le strade che raccontano secoli di storia, Velletri ha compiuto un gesto che va oltre la cerimonia, oltre il simbolo, oltre la tradizione. Da oggi, Velletri è “Civitas Mariae”. Non un’etichetta da esibire, ma una dichiarazione d’intenti, un patto collettivo che unisce la comunità sotto il segno della Madre, della pace, dell’accoglienza.

La proclamazione è avvenuta in Piazza del Comune, con una solennità che ha saputo toccare il cuore dei presenti. Monsignor Stefano Russo, Vescovo di Velletri-Segni e Frascati, ha guidato la celebrazione con parole che non si sono limitate a benedire un titolo, ma hanno acceso una visione. Ha parlato di corresponsabilità, di costruzione quotidiana della pace, di fraternità che si fa concreta. Ha invitato ciascuno a non restare spettatore, ma a diventare artigiano di speranza.

Essere “Civitas Mariae” non significa semplicemente aggiungere un nome alla carta intestata della città. Significa assumere un’identità, scegliere una direzione, accettare una missione. Significa che ogni gesto, ogni parola, ogni scelta amministrativa e personale, dovrebbe riflettere quel manto protettivo e materno che ora avvolge Velletri. È una chiamata a vivere la fede non come rifugio, ma come ponte. Non come dogma, ma come dialogo.

Il riconoscimento è arrivato anche da Roma, con un messaggio del Santo Padre, trasmesso tramite il Segretario di Stato. Le sue parole hanno rafforzato il senso profondo dell’evento: porre la comunità sotto la protezione della Vergine Santa, affinché la devozione si traduca in testimonianza evangelica, in promozione del bene comune, in accoglienza verso i più fragili. Un invito a non chiudersi, ma ad aprirsi. A non difendere confini, ma a costruire legami.

Velletri, città antica e fiera, ha scelto di guardare avanti con occhi nuovi. Ha scelto di non accontentarsi della memoria, ma di scrivere futuro. Ha scelto Maria come guida, non per rifugiarsi nel sacro, ma per portarlo nel quotidiano. Perché il sacro, quando è autentico, non si limita all’altare: si riversa nelle strade, nelle scuole, nei mercati, nei consigli comunali, nei cortili delle case.

Questa proclamazione è un dono, sì, ma anche una sfida. È facile celebrare, più difficile incarnare. È facile applaudire, più impegnativo agire. Ma Velletri ha dimostrato di volerci provare. E forse, proprio in questo tentativo, sta la sua grandezza.

Che questa scelta non resti un giorno di festa, ma diventi un cammino. Che le parole pronunciate non si dissolvano nell’aria, ma si radichino nei cuori. Che “Civitas Mariae” non sia solo un titolo, ma una promessa. Una promessa di luce, di pace, di umanità.

Perché quando una città decide di credere, non lo fa solo per sé. Lo fa per il mondo intero.

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