Un'altra donazione importante è stata quella fatta alla Madonna delle Grazie dal Vescovo Andrea Maria Erba la croce del compianto vescovo barnabita ci testimonia uno degli episcopati più lunghi della storia recente della Diocesi. Chiamato da San Giovanni Paolo II a succedere a Mons. Martino Gomiero mentre era parroco della parrocchia romana dei Santi Carlo e Biagio ai Catinari, Mons. Erba prese possesso della Diocesi il 22 Gennaio del 1989.
Era nato a Biassono in provincia di Milano il 1 Gennaio 1930. Nel 1942 entrò nel seminario dei Barnabiti. Nel 1948 a Monza emise i voti temporanei. Studiò teologia a Roma presso la Pontificia Università Urbaniana e collaborò con “l’Osservatore Romano” scrivendo in terza pagina. Nel 1982 fu nominato Parroco dei Santi Carlo e Biagio ai Catinari di Roma. Nel 1988 venne eletto Vescovo di Velletri – Segni e venne consacrato il 6 Gennaio successivo nella Basilica di San Pietro in Vaticano. Ha preso possesso della diocesi il 22 Gennaio 1989. Mons. Erba è stato vicepresidente della conferenza episcopale laziale nonché membro della Congregazione per le cause dei santi. In questa veste ha redatto la ponenza per la causa di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio Padre Pio da Pietralcina. L’ultima fatica è “la chiesa nella storia” per i tipi della Ellenici, scritto a quattro mani con Pier Luigi Guiducci. Ripercorrere l’episcopato di Mons. Erba è difficile perché egli è stato, un vescovo per la gente e tra la gente, appena arrivato si è messo subito a disposizione del suo popolo.
Non si è risparmiato, anzi finché la salute lo ha permesso ha presenziato a tutte le manifestazioni diventando popolare e amato. La sua determinazione ha fatto sì che il museo diocesano venisse riaperto e allestito al piano nobile del seminario, che alla cattedrale fossero effettuati determinati lavori di restauro e riqualificazione tra i quali quelle delle coperture e della volta della cappella dell’Immacolata Concezione.
Ha consacrato numerose chiese nel territorio diocesano a Velletri quella della Madonna del Carmine a Pratolungo nel 1993, quella di San Giovanni Battista nel 1994. Lasciata la Diocesi nel 2006 dopo la rinuncia per raggiunti limiti di età si era ritirato presso la Casa Generalizia dei Barnabiti al Gianicolo. Si è spento il 21 Maggio del 2016, presso la clinica Madonna delle Grazie di Velletri dove era stato ricoverato dopo il delle sue condizioni di salute, venendo sepolto come suo desiderio nella amata Cattedrale di San Clemente.
Parlare dei quasi venti anni durante i quali è stato tra noi, è come scorrere un vecchio film in bianco e nero, grazie alla sua cultura e alla sua bonaria capacità di governo, le due ex diocesi, unite nella nuova Diocesi Suburbicaria di Velletri – Segni hanno visto assestarsi il loro camino di unione, come a Velletri anche in altri centri del vasto territorio sono state costruite e consacrate nuove chiese e altre restaurate, numerosi giovani sono stati ordinati sacerdoti dal vescovo, tra questi l’attuale Arcivescovo titolare di Bolsena e Nunzio Apostolico nello Zambia Mons. Gianluca Perici.
La gioia più grande del compianto Vescovo fu il ritrovamento della preziosa Croce Veliterna trafugata dal museo capitolare nel 1983 e riconsegnata nelle mani dell’allora Cardinale Vescovo Titolare Joseph Ratzinger al quale era legato da una sincera e profonda amicizia tanto che una volta eletto papa con il Benedetto XVI volle che fosse il vescovo di Velletri – Segni a compiere l’atto d’obbedienza a nome dei Vescovi del mondo durante la Santa Messa di inizio pontificato il 24 Aprile 2005. Fu anche autorevole membro consultore della Congregazione per le Cause dei Santi in questa veste fu il ponente nelle due fasi del processo canonico che ha portato Padre Pio da Pietralcina agli onori dell’altare, ha studiato in modo approfondito gli atti per poter trarre le conclusioni sulle quali Giovanni Paolo II si è pronunciato definitivamente. E’ autore di numerose ed importanti pubblicazioni storiche tra le quali il ponderoso volume “La storia della Chiesa” scritto a quattro mani con Pier Luigi Guiducci.
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