CAPITOLO NONO : LA PROCESSIONE DEI CERI storia e significati

Il primo regolamento sulla processione dei ceri giunto fino a noi è del 1807, si tratta di un editto del canonico Appio Colonnesi che regola il modo di portare in processione la madonna delle grazie nella nuova macchina realizzata dal nobile Nicola Cesaretti dopo la proclamazione della madonna a patrona della città di Velletri ed utilizzata per la prima volta in occasione della festa del patrocinio della prima festa del patrocinio del 26 Agosto 1807 quando si fece una processione straordinaria portando la madonna fino a porta romana segnando il passaggio da processione parrocchiale a cittadina. Andiamo a cercare di capire come nasce la processione dei ceri nella sua struttura e il perché della presenza delle varie associazioni e confraternite




APPIO COLONNESI

PATRIZIO ROMANO, E VELITERNO, DOTTORE IN SACRA TEOLOGIA, CANONICO DELLA SS CATTEDRALE BASILICA DI S. CLEMENTE DI QUESTA INCLITA CITTA DI VELLETRI E DELLA MEDESIMA CITTA’, E DIOCESI, PER LA VACANZA DELLA SEDE VESCOVILE

VICARIO CAPITOLARE

La Solenne straordinaria processione, colla Sacra Immagine della Immacolatissima Vergine, e Madre delle Grazie Maria SS.ma, da farsi nel triduo di ringraziamento, che si celebrerà nei giorni 25. 26.,e 27 del prossimo mese di Agosto, colla nuova macchina di recente formata, mercè la generosa pietà dei devoti fedeli, per le tante grazie, e favori in ogni tempo compartiti a questa sua diletta città, e specialmente nell’avere preservate come piamente si crede, le persone  tutte della medesima di modo chè niuna ne perì nella orribile scossa di terremoto accaduta il giorno 26  Agosto dello scorso anno1806, esigeva, a gran ragione,  con tutta la cura e sollecitudine ci prendessimo, perché una simile funzione si eseguisca col dovuto ordine, e con tutta proprietà, e devozione a maggior gloria di Dio e della regina del cielo, e della terra, nostra specialissima protettrice, ed avvocata. 

Siccome il trasporto della nuova macchina richiede una maggiore quantità di persone di quella, che richiedevasi per il trasporto della macchina antica, così risolvemmo di convocare i rappresentanti di tutte le confraternite, ad oggetto di stabilire il sistema da osservarsi nelle processioni che si faranno in avvenire, con detta nuova macchina. E perché nel detto trasporto vi occorrono sedici persone ed altre sedici per le rispettive mute, non potevan prendersi in egual numero ripartito tra le nove confraternite senza escluderne qualcheduna, o in tutto, e in parte, così si è risoluto di fare detta esclusione per estrazione a sorte e per questa prima volta è stata estratta la Ven. Confraternita di S. Antonio. 

Ciò dunque premesso, in vigore del presente nostro editto, salve altre ordinazioni, sia generali che particolari, che potessero credersi opportune, e da emanarsi a suo tempo, ordiniamo e comandiamo quando segue.

1) Essendo rimasta elusa, per questa prima volta la detta confraternita di S. Antonio, si dovrà in avvenire escluderne una in ciascun’anno, per tutto il turno, secondo l’ordine della minore anzianità di esse, come appresso, cioè per tutte le processioni, che si faranno con detta machina nell’anno venturo 1808, resterà esclusa quella di S. Giovanni Decollato; per l’anno 1809 quella del SS.mo Suffragio: per l’anno 1810 quella delle Sante Stimmate, per l’anno 1811 quella della Madonna SS.ma del Sangue: per l’anno 1812, quella della Madonna SS.ma della Carità, per l’anno 1813 quella della Madonna SS. della Pietà: per l’anno 1814 quella del SS.mo Sacramento e Concezione: per l’anno 1815 quella di S. Giovanni in Plagis; e così in appresso per turno, come sopra, senza, che possa mai pretendere la rispettiva confraternita esclusa, di portare in quell’anno la macchina veruna in processione, che si faccia con la medesima, ma soltando siano obbligate le altre otto confraternite a mandare li quattro fratelli, per incollarla, annullando, col presente, qualunque altro privilegio, o privativa, che si fosse goduto per lo passato da qualunque confraternita in tutte le processioni, tanto ordinarie, quando straordinarie.

2) In principio di ciascun’anno, nelle tabelle, che si faranno per li nuovi officiali, i rispettivi imbussolatori delle confraternite, destineranno i quattro fratelli, che dovranno portare detta macchina, restando per altro sempre in libertà del Rev.mo Sig. Canonico Sagrestano Maggiore della nostra SS Basilica, e del direttore di detta Macchina, che verrà destinato, di cambiare, ed escludere quei soggetti, che piacessero, o che non si credessero abili, tanto prima, quanto ancora nell’atto medesimo, che si andrà facendo la processione.

3) Ad oggetto poi di evitare il ritardo, o altro sconcerto, ogni confraternita manderà i suddetti quattro confratelli due dei quali incolleranno la macchina e gli altri due cammineranno ai fianchi dei suddetti, colla dovuta compostezza, e devozione, per potere con prontezza subentrare nella muta, o supplire o in caso di qualche bisogno conforme ordinerà il direttore.

4) Ad ogni minima mancanza, o disordine che nascer potesse per causa di detti fratelli, che ricusassero di essere ubbidienti e subordinati agli ordini del sagrestano maggiore o direttore saranno immediatamente portati in arresto, e quindi puniti in proporzione delle mancanze che avranno commesse.

5) Due giorni avanti di ciascuna processione ogni camerlengo delle rispettive confraternite, sarà tenuto a presentarsi al sagrestano maggiore, per assicurarlo di essere pronti li quattro soggetti delle loro rispettive confraternite, e qualora, per qualche giusto motivo non potesse mandare i quattro fratelli destinati, o altri delle medesime confraternite, sarà obbligo à pagare nell’anno istesso scudi quattro in mani del medesimo Sig. Canonico Sagrestano Maggiore, per passarli a chi supplirà della mancanza, dandosi in tal caso sempre la preferenza a quella confraternita, che in quell’anno sarà rimasta esclusa e mancando li suddetti camerlenghi a dare l’avviso, come sopra, e pagare nell’atto scudi quattro, vogliamo che sia tenuto al doppio, e del proprio, ma presentandosi in tempo opportuno, come sopra pagando li suddetti scudi quattro di questi se ne rivalerà sopra le rendite della confraternita.

6) Sotto le stanghe non si dovrà osservare precedenza alcuna di posto, ma bensì dovrà ciascuna confraternita starsene nei posti che gli verranno destinati dal direttore, dai cui cenni dovranno onninamente dipendere i rispettivi confratelli, sotto pena della carcerazione come sopra. La fervorosa devozione di questo popolo verso la gran madre di Dio Maria Vergine SS.ma delle Grazie, ci fa lusingare, che niun disordine sarà per accadere e saranno pienamente eseguite le disposizioni contenute nel presente editto; ma se mai qualcuno osasse contravvenire e ricusasse di obbedire, oltre le pene comminate, ci professiamo di punirlo severamente, colla carcerazione ed altre ad arbitrio, giusta la qualità delle persone, e delle delinquenze.

Dato in Velletri dalla nostra solita residenza questa di 31 Luglio 1807

A CANONICO COLONNESI VICARIO CAPITOLARE

Gio: Francesco Giannotti Cancelliere Capitolare




Questo regolamento è rimasto in vigore fino al 1870, quando la perdita di numerose confraternite ha reso impossibile continuare il trasporto della macchina nel modo stabilito dal canonico Colonnesi e quindi il capitolo pensò di affidarlo ai fedeli comuni che nei giorni della festa si presentavano spontaneamente a chiedere di portare la madonna delle grazie, bastava versare una offerta e si aveva l’abito bianco con il monogramma mariano in azzurro. 

Non si doveva superare il numero di 64 (quattro mute) altrimenti c’era il bussolo e chi non poteva portare la madonna andava a portare il Salvatore nella processione di Agosto. Nel 1985 dopo il furto dell’oro della Madonna, un gruppo di devoti del santuario misero in pratica un progetto che si stava ideando dal 1982 quello di istituzionalizzare quel gruppo spontaneo che ogni anno si formava per portare la macchina della Madonna nasce così l’Associazione Culturale Portatori della Madonna delle Grazie il cui statuto venne dettato da Mons. Giuseppe Centra e approvato dal Vescovo Martino Gomiero. L’associazione presieduta da Dante Ghelli nei suoi venticinque anni di attività ha contribuito in modo determinante alla valorizzazione del culto e del santuario I portatori della Madonna, come siamo abituati a chiamarli con i ricavati della festa della Madonna, hanno promosso numerosi interventi di restauro del santuario della Madonna e delle macchine processionali. 

Dopo il restauro di Edmondo Campana eseguito nel 1982, la macchina processionale della Madonna delle Grazie versava in condizioni di precaria conservazione, tanto che anche il trasporto in processione iniziava ad essere pericoloso, nel 1998 a spese dell’associazione è tornata agli antichi splendori. Riportata alla vigilia della processione dei ceri, è stata benedetta in piazza s. clemente dal parroco – rettore del Santuario Mons. Angelo Lopes e presentata ai numerosi veliterni presenti. 

L’ intervento realizzato, ha visto il consolidamento dell’intera struttura portante e la doratura degli angeli, che sono in bronzo. In occasione dell’anno santo del 2000, si è intervenuti sulla macchina lignea che un tempo si usava per la processione del SS.mo Salvatore ed ora per esporre la Madonna delle Grazie sull’altare Maggiore. Anche qui l’opera realizzata su disegno di Camillo Meda è stata consolidata e riportata agli antichi splendori grazie al restauro puntuale e preciso delle dorature. La macchina è stata anche dotata di un nuovo sistema di trasporto processionale visto che la si doveva utilizzare per la peregrinatio mariae della Madonna a Lariano. Le poche confraternite rimaste continuarono a partecipare alla processione seguendo l’ordine di fondazione dalla più giovane alla più antica. Oggi visto la ricostituzione e la costituzione di nuove realtà seguono questo ordine:

1) Università Mulattieri e Carrettieri

2) Confraternita della Madonna del Rosario

3) Confraternita di Santa Maria del Carmine

4) Confraternita di S. Antonio da Padova

5) Arciconfraternita della Carità, Orazione e Morte

6) Arciconfraternita del Gonfalone

Dietro le confraternite, si vedono delle ragazze in costume tradizionale veliterno, esse vogliono recuperare la tradizione dell’antico istituto della “zitella alla dote” 

Dietro le zitelle, la basilica simbolo del Capitolo della Cattedrale seguito dal clero veliterno in quest’ ordine:

1) sacerdoti non parroci

2) vice parroci

3) parroci in cotta e stola

4) canonici della cattedrale

5) vescovo

Chiude la processione il Gonfalone Comunale con il sindaco e la giunta comunale che seguita dal popolo accompagna la Madonna lungo il percorso della processione dove attendono per rendere gli onori militari i picchetti dei corpi presenti in città. 

Nella processione sono presenti alcuni “arnesi” che rappresentano per la storia che vi stiamo raccontando paragrafi importanti e che meritano una trattazione particolareggiata perché sono espressione di quella pietà popolare che è la memoria di un popolo. 






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