APPENDICE DOCUMENTARIA: 1 " Le donazioni"

Nella storia che vi abbiamo raccontato più volte ci siamo imbattuti in donazioni fatte nei secoli al santuario della Madonna delle Grazie e alla Cattedrale di San Clemente, si tratta di croci pettorali, oggetti liturgici, paramenti sacri che negli anni hanno costituito quello conosciuto come “il tesoro della cattedrale” decimato  purtroppo dal furto del 1983 oggi esposto al Museo Diocesano. Esso testimonia un glorioso passato che ci giunge intatto dai secoli, un passato che ha visto succedersi sulla cattedra suburbicaria di Velletri alcuni dei più importanti cardinali di Santa Romana Chiesa, quasi sempre esponenti delle più importanti famiglie dell’aristocrazia romana, di quelle degli stati preunitari ed internazionali. 

Il cardinale vescovo è per Velletri una presenza costante nella sua storia, essendo come abbiamo detto  sede suburbicaria, ovvero una delle sedi più vicina a quella romana di cui è Vescovo il pontefice. Essa fino al 1962 era governata da un cardinale dell’ordine dei Vescovi del Sacro Collegio (1) con “potestà ordinaria” poi in virtù del “Diocesi Suburbicarium Regimini” di San Giovanni XXIII del 1962 la potestà passa al Vescovo residenziale, il suffraganeo mentre il Cardinale conserva il titolo, per quanto ci riguarda questa riforma venne applicata nel 1965 dopo la morte del Cardinale Clemente Micara e con l’inizio di un decennio buio nel quale sotto due amministratori apostolici Mons. Arrigo Pintonello prima e Mons. Luigi Punzolo dopo ci sono stati dei profondi mutamenti territoriali che hanno portato alla nascita ell’attuale Diocesi di Latina – Terracina – Sezze e Priverno e dell’attuale Diocesi Suburbicaria di Velletri – Segni che ha avuto il suo primo ordinario diocesano nel 1975 con la nomina di Mons. Dante Bernini. Ma prima di questi importanti mutamenti territoriali e di governo c’era stato un’ulteriore importante capitolo quello durato oltre settecento anni relativo all’unione della sede veliterna con quella di Ostia voluta dal Papa Eugenio III nel 1150 per fronteggiare un preoccupante spopolamento dell’antica borgata alle porte romana antica sede suburbicaria anch’essa ma legata strettamente alla dignità del Decano del Sacro Collegio che ne è ancora oggi il titolare unendola al suo precedente titolo cardinalizio in virtù dell’ Edita Nobis di San Pio X che nel 1914 restituisce la sua autonomia ad Ostia separandola da Velletri.

Tra il 1150 e il 1914 si sono come abbiamo detto sette lunghi secoli nei quali si sono succeduti su quella che è stata la Cattedra di Ostia e Velletri alcuni tra i più come si diceva un tempo “quotati” Cardinali di Santa Romana Chiesa alcuni espressione delle più potenti famiglie dell’aristocrazia romana, di quelle degli stati dell’ Italia preunitaria ed internazionale con Sua Altezza Reale il Cardinale Enrico Benedetto Clemente Duca di York. Oggi grazie agli Eminentissimi Vescovi ci troviamo un prezioso patrimonio che ci arriva intatto dal passato che ci rende orgogliosi di essere figli di una chiesa locale che trova le sue origini fin dai tempi apostolici. Una preziosa eredità dei padri che un vanto per la nostra città che ha il primato di avere ben quattordici suoi cardinali eletti al soglio pontificio, come non ricordare quanto il conclave si chiuse nella cattedrale veliterna per dare alla chiesa il 171 successore di Pietro. Venne eletto il Cardinale di Ostia e Velletri Ubaldo Allucignoli che regnando con il nome di Lucio III rimase in città per due anni, durante i quali non nominando alcun suo successore ci rese di fatto sede pontificia. Oppure la gioia del 2005 quando a 450 anni dall’elezione di Paolo IV (Carafa) venne eletto il Signor Cardinale Joseph Ratzinger con il nome di Benedetto XVI. 

Il cardinale era titolare di Velletri – Segni dal 5 Aprile 1993 quando San Giovanni Paolo II lo chiamò a succedervi al Cardinale Sebastiano Baggio, eletto Decano del Sacro Collegio nel 2002 era anche titolare di Ostia. Tutta questa storia ci ha quasi imposto di scrivere questa appendice dove andremo a raccontare di quelle testimonianze fatte di luoghi di culto – ex voto – oggetti liturgici che oggi testimoniano una passata grandezza dalla quale dobbiamo prendere coscienza per vivere un futuro migliore e sopratutto farlo attraverso una fede matura.



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