2.2 IL SODALIZIO


L’origine della Confraternita del Gonfalone di Velletri, si perde nella notte dei tempi. Riconosciuta Canonicamente nel 1348 probabilmente già esisteva, fu Papa Clemente VI con il breve “Splendor Paternae Gloriae “a legittimarne le pratiche di devozione e di culto. Lo stesso Pontefice concesse ai confratelli la Chiesa di Santa Maria del Pontone sita vicino alla “Portella” nella zona di Via Metabo. Nel 1398 un forte terremoto distrusse questa chiesa e i confratelli che per mancanza di fondi non potevano provvedere alla ricostruzione chiesero a Bonifacio X la concessione di altra sede. Con il breve del 5 Dicembre 1440 il Papa concesse ai fratelloni la Chiesa di S. Giovanni in Plagis (sita nell’ attuale Piazzale Top) Il sodalizio nato con vocazione ospedaliera eresse nella Chiesa e locali annessi di cui era proprietario fuori Porta Romana un ricovero per gli infermi. I Confrati che certo non potevano mantenere da soli l ‘Ospedale con istrumento del notaio Crispini del 30 Luglio 1297 lo diedero ai coniugi Guglielmi ai quali corrispondevano tutto il necessario per il mantenimento della struttura. Dopo la morte dei Guglielmi non essendo soddisfatti della gestione di chi era loro succeduto con i confratelli nel 1578 chiamarono a Velletri i frati di S. Giovanni di Dio dette i Fatebenefratelli. Questi religiosi accettarono di curare la struttura. 




Dieci anni dopo visto che i religiosi soddisfacevano sia la confraternita che i bisogni degli infermi ottenute le necessarie da parte del Cardinale Alessandro Farnese si decise di concedere la struttura ai detti religiosi mediante un istrumento rogato dal notaio Angelini il 28 Dicembre 1588.Qualche tempo la stipula del citato atto i Confratelli iniziarono ad esercitare i loro diritti su S. Giovanni Battista svolgendovi alcune pratiche devozionali e di culto. I Padri non si opposero perché sapevano di essere ospiti e non proprietari. Questa pacifica convivenza andò avanti fino al terremoto del 26 Agosto 1806 quando andata in rovina la Chiesa di S. Giovanni in Plagis i confratelli si trasferirono con “armi e bagagli” in S. Giovanni Battista. La chiesa era stata restaurata grazie alle offerte raccolte dai religiosi questo diede adito alla stipula di una nuova convenzione tra le parti essa prevedeva la divisione delle competenze e delle spese per la custodia dell’immobile. Iniziano dal 1849 durissimi scontri tra i Confratelli del Gonfalone e l‘Ordine dei Fatebenefratelli per l ‘ uso della chiesa. I Religiosi dimentichi di quanto stipulato nel 1588 sollevarono perfino il quesito a chi appartenesse la Chiesa annessa all’Ospedale sostenendo che era di loro proprietà e quindi era loro intenzione impedire ai confratelli di svolgervi i divini offici. Pretese assurde che la Confraternita respinse andando in giudizio come vedremo. Infatti venne chiesto un parere legale all’Avvocato Giuseppe Trombetti che dopo aver dettagliatamente esaminato la pratica diede ragione alla Confraternita comprovando la legittimità delle richieste, i frati non si fidarono e ricorsero all’ordinario diocesano affinché   intervenisse con la sua autorità. Passarono anni e preso atto che non si potevano sostenere le vie di giudizio i religiosi vennero per così dire a canossa proponendo una serie di clausole conciliatrici che non vennero accettate dalla Confraternita. 



Solo il 30 Agosto 1859 si arrivò ad una prima soluzione del contenzioso. Il documento stabiliva la divisione delle pratiche di culto dei religiosi e della Confraternita, le spese di manutenzione erano a carico della Confraternita per due parti e per una a carico dei religiosi. E così via. Dopo questo fatto i religiosi e i confratelli ritornarono ad una convivenza civile. Con la nascita del Regno d‘Italia e la conseguente soppressione degli ordini religiosi le cose cambiarono. Giulio Montagna in una relazione preparata per il Vescovo Mons. Andrea Maria Erba in occasione della sua visita pastorale fatta alla Confraternita nel 1996 ci riferisce che i Confratelli furono cacciati da S. Giovanni Battista il 25 Luglio 1876 con la scusa che il loro salmodiare dava fastidio ai ricoverati del vicino ospedale.  Si trasferirono nella Chiesa dei SS Pietro e Bartolomeo dove ancora hanno sede. Questo sodalizio nasce come Società dei Raccomandati della Gloriosa Vergine Maria, nel 1449 assume il titolo di Disciplinati di S. Maria e nel 1585 in seguito all’aggregazione all’ Arciconfraternita del Gonfalone di Roma assume l’attuale titolo di Confraternita di Maria Ss.ma del Gonfalone. Nel 1889 Aurelio Mariani realizza lo splendido stendardo processionale dono del Comune alla Confraternita. I Confratelli del Gonfalone il Venerdì Santo svolgevano le Sacre Rappresentazioni della Passione nel Teatro di Piazza Caduti sul Lavoro. Quando nel 1765 nonostante le rimostranze di Stefano Borgia il teatro venne abbattuto la Confraternita proseguì ancora questa tradizione fino al 1852 con una processione che partiva dalla Chiesa di S. Giovanni 





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