CAPITOLO SETTIMO : LE MODERNE CHIESE E CAPPELLE DEDICATE ALLA MADONNA A VELLETRI

Da dopo la seconda guerra mondiale ad oggi nel territorio veliterno si è avvertita la necessità di costruire nuovi luoghi di culto onde sopperire all’accrescimento demografico in alcune zone della campagna questo ha fatto erigere da parte dei Vescovi nuove parrocchie due di queste sono state dedicate negli anni settanta e novanta alla Madonna mentre nelle chiese già esistenti del centro storico sono state costruite nuove cappelle sempre in onore della Vergine, questo a testimoniare se ancora c’è ne fosse bisogno la grande devozione della popolazione alla Madre di Dio. In questo capitolo illustreremo la storia di questi nuovi luoghi di culto che oggi grazie all’azione pastorale dei rispettivi parroci sono veri e propri cuori pulsanti della vita della comunità cristiana veliterna

7.1 Don Silvestro Radicchi e la Cappella della Madonna del Carmine nella Chiesa di Santa Lucia V. M.

Don Silvestro Radicchi, storico parroco della Parrocchia veliterna di Santa Lucia V.M. negli anni quaranta del XX secolo, ebbe l’idea di promuovere un complesso intervento all’interno dell’aula liturgica dell’antica chiesa con la costruzione di due nuove cappelle affidate alla progettazione del giovane architetto Marcello De Rossi, stiamo parlando della cappella di Santa Lucia e di quella Madonna del Carmine dove pose una bella statua della Vergine come ideale continuazione della devozione introdotta a Velletri nel vicino convento dall’Ordine dei Carmelitani. La graziosa cappella si presenta come una piccola chiesetta sull’altare la Madonna con il bambino che porge lo scapolare in nicchiette laterali statue dei Santi legati all’ordine carmelitano stesso



7.2. Regina Pacis in Contrada Cigliolo

Nel cuore del Monte Artemisio è dedicata alla Regina Pacis di cui è attualmente parroco Mons. Angelo Mancini. La parrocchia è momentaneamente ospite nel complesso dei Frati Concezionisti in attesa del completamento dei lavori per la costruzione della nuova chiesa. La Chiesa originale era sorta sul terreno offerto dalla signora Maria Amati. Eretta parrocchia nel 1971, ha visto crescere da allora il numero dei suoi abitanti tanto da rendere insufficiente l’edificio sacro.  A questo primitivo edificio degli anni ‘50 fu aggiunto nel 1999 un altro edificio sacro più ampio ora, in attesa della costruzione del nuovo complesso parrocchiale, è stato abbattuto con tutti gli altri caseggiati. 




La bella icona è stata realizzata nel 1999 da Piero Casentini di Valmontone su progetto iconografico di Mons. Angelo Mancini. La Vergine tiene in braccio il Figlio che reca il mondo in mano e indicandolo con il dito ricorda che per i cristiani la pace la si trova in Lui. Mentre con l’altra mano tesa allo sguardo di chi osserva si mette a protezione dalla guerra.

7.3. Santa Maria del Carmine in Contrada Pratolungo

Eretta con decreto del Vescovo Andrea Maria Erba, il 1 Ottobre del 1994, ha come centro la chiesa consacrata dallo stesso Vescovo il 10 Ottobre del 1993, ma la sua storia inizia qualche anno prima, quando in contrada Pratolungo si raggiunsero i 2000 abitanti. La zona facente parte del territorio della Parrocchia della Cattedrale è distante dal centro urbano e dalla chiesa madre. Il compianto Mons. Mario Sansoni s’era offerto di raggiungerla settimanalmente per la cura spirituale dei fedeli.





 La prima pietra della nuova chiesa venne benedetta da Mons. Erba il 5 Aprile 1992, essa è un blocco di granito prevelato dalla cattedrale di San Clemente, al rito erano presenti il canonico parroco della cattedrale Mons. Angelo Lopes, il canonico Mons. Mario Sansoni cappellano di Pratolungo, il comitato della costruenda chiesa con il dott. Gianni Paolino donatore del terreno sul quale sarebbe sorto il complesso ecclesiale. Approvato il progetto redatto dall’ Architetto Alberto Barbetta e raccolti i fondi necessari, il 13 Febbraio 1993 iniziarono i lavori ad Ottobre dello stesso anno come abbiamo detto, il Vescovo Andrea Maria Erba consacrava con Mons. Lopes e Mons. Sansoni la chiesa dedicandola alla Madonna del Carmine. Faceva da cerimoniere l’allora Don Gianluca Perici, oggi Arcivescovo Nunzio Apostolico nello Zambia e Malawi.



La statua della Madonna del Carmine venne donata alla Parrocchia dalla Scuola Allievi Marescialli “Salvo D’Acquisto” . Collocata poi nella bella cappellina realizzata su progetto del compianto Geom. Fabio Rossetti. Essa viene portata in processione solennemente per le vie della contrada ogni anno il 16 Luglio giorno della Festa della Madonna del Carmine.

7.4. Chiesa di San Giovanni Battista

Nella zona ex 167 di Velletri oggi quartiere San Biagio si trova la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, anch’essa di recente costruzione infatti venne consacrata il 24 Giugno del 1994 dal compianto Vescovo Andrea Maria Erba con una ostensione solenne della Sacra Immagine della Madonna delle Grazie portata processionalmente dalla Cattedrale il giorno seguente. Per molti anni un garage costituiva la base per l’inizio delle attività pastorali del Quartiere. 
La prima Pietra del nuovo complesso parrocchiale, benedetta da san Giovanni Paolo II il 7 settembre 198o, fu posata il 4 febbraio 1991. La Chiesa a forma semi-circolare si presenta spaziosa e luminosa ed è impreziosita da icone che formano una nuova Deesis: Cristo sacerdote-re-profeta al centro, Maria e san Giovanni Battista ai lati. Completano il ciclo iconografico le 15 Stazioni della Via crucis.





Realizzata nel 1993 in previsione della consacrazione della Chiesa è opera di un importante iconografo Enzo Bozzer nato a Pordenone nel 1958, pittore da sempre, disegnatore progettista fino al 1978, dal 1989 si dedica completamente  alla  pittura  fino a diventare Iconografo per vocazione, ispirandosi ai grandi maestri Teofane il Greco e Andrej Rublev.  Nell’ iconografia esprime tutto l’amore per l’arte sacra e la teologia-bellezza dell’immagine. La sua iconografia è realizzata dopo anni di studi sull' Iperrealismo, tecnica usata per dare alle icone la più alta e raffinata definizione, questa, unita alle particolari conoscenze sui colori da lui accuratamente “mineralizzati e perlati” e ai volti dipinti in trasparenza su foglia d'oro.




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