La bella immagine della Madonna della Carità fu fatta dipingere dalla N.D. Agnese di Castelluzio per volontà testamentaria. Il suo esecutore Angelo Sorci il 10 maggio 1491 diede commissione alla bottega di Antonio Aquili meglio conosciuto come Antoniazzo Romano. Il popolo veliterno prese subito a venerarla e col passare del tempo, identificandola col titolo del sodalizio, prese a chiamarla Madonna della Carità. Padre Italo Mario Laracca nella sua interessante monografia sulla chiesa di S. Martino dice che in precedenza questa immagine era posta sull’altare maggiore dove fu tolta nel 1547 per fare posto al tabernacolo di marmo per il SS.mo Sacramento. La festa era fissata la “Domenica in Albis” (la prima dopo Pasqua) e si celebrava con grande solennità. Nel 1838 il cardinale Bartolomeo Pacca vescovo e governatore di Ostia e Velletri riformò la festa e la spostò alla prima domenica di settembre con la processione alla vigilia. In questa occasione venne realizzato il meraviglioso trono processionale ligneo oggi perduto.
storia delle immagini della Beata Vergine Maria venerate nelle chiese cittadine e del culto alla Madonna delle Grazie principale protettrice di Velletri a cura di ALESSANDRO FILIPPI
2.6 L' IMMAGINE DELLA MADONNA DELLA CARITA'
Il presunto movimento degli occhi
Nel 1796 dovrebbe essere accaduto qualcosa di straordinario nella chiesa di S. Martino. Perché tra le lettere componenti l’epistolario privato del cardinale Stefano Borgia si trova menzionato un presunto movimento degli occhi della sacra immagine. Ma il grande porporato veliterno invitava alla prudenza dicendo che poteva essere un riflesso del cristallo che proteggeva l’immagine.
Dall’epistolario del cardinale Stefano Borgia
A Giovanni Paolo Borgia, Roma 27 luglio 1796
Caro Fratello,
Vi ringrazio della indicazione del numero delle confraternite. Questa mattina il sig. Giuseppe Calcagna, che è stato da me per licenziarsi, mi ha detto che l’immagine di S. Martino, che si suppone abbia mossi gli occhi, non è della Pietà, ma della Carità. Su questi prodigi non so se sia praticata qualche legale inquisizione per asserirli con certezza.
Nella mia badia di Rossilli seguì lo stesso, e vi fu grande concorso da Segni, Gavignano e tutti dicevano di aver veduto. (…..) Vedete per tanto quanto conviene andar cauti, se poi le immagini fossero munite di cristalli, potendo questi ingannare i sensi (….).
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