La seconda croce che prendiamo in esame è quella appartenuta al Cardinale Clemente Micara arrivata al Santuario dopo la morte del porporato in rispetto alle sue volontà testamentarie insieme alle sue onorificenze purtroppo andate perse nel furto al caveaux della Banca Pio X nel 1985. Il Cardinale è stato l’ultimo a governare la diocesi con “podestà ordinaria” il suo episcopato è un capitolo determinante nella storia della Diocesi Suburbicaria perché inizia nell’ immediato secondo dopoguerra. Infatti il Cardinale opta per Velletri nel 1946 succedendo al Cardinale Enrico Gasparri, prese possesso il 21 Luglio dello stesso anno, gli si presentarono nella loro drammatica realtà le ferite inferte dalle ostilità che devastarono il territorio dal Settembre 1943 al Giugno del 1944. Il suo primo obbiettivo fu la cattedrale dove il soffitto era a terra per oltre 25 metri quadrati, l’abside ferita nella decorazione cinquecentesca. Su incarico del Cardinale Vescovo arrivano a lavorare su San Clemente alcuni dei maggiori professionisti del tempo. Il progetto generale di restauro venne affidato all’ Architetto Giuseppe Zander, mentre il ripristino delle decorazioni e del soffitto venne affidato a Giovanni Haynal vetraista e mosaicista di fama internazionale e a Angelo Canevari pittore di Viterbo autore della grande tela che termina con il Papa Pio XII e lo stesso Cardinale Vescovo che sollevano la città dalle rovine della guerra.
Haynal realizza invece il mosaico del catino absidale con il grande Cristo Pantocrator con ai lati i Santi Pietro e Paolo in piedi, San Pier Damiani e San Clemente inginocchiati. Ai piedi del Cristo l’Agnus Dei sulla sponda di un vago ruscello. In alto campeggia la scritta: “Orante Sancto Clemente apparuit ei Agnus Dei”. Sull’arco trionfale lo stesso artista ha raffigurato sempre in mosaico gli arcangeli Michele e Raffaele.
Anche le vetrate, datate 1956 sono opera del maestro ungherese, vi sono rappresentati i quattro Santi Papi legati alla nostra cattedra: Benedetto XI, Ponziano, Eleuterio ed Innocenzo XI, erroneamente il vescovo Eleuterio fu inserito tra i Papi. Non solo la cattedrale, fu oggetto di lavori di restauro e riqualificazione che seguiti sul campo da Mons. Ettore Moresi nominato da Micara Vicario Generale della Diocesi, in breve tempo videro riaperte al culto la collegiata di Santa Maria della Pietà di Cori, ricostruita la collegiata dei Santi Pietro e Paolo a Cori Monte, restaurata la collegiata dell’Assunta a Cisterna ed iniziata l’opera di costruzione delle nuove chiese nei vasti borghi dell’Agro Pontino. Un vasto programma che portò anche frutti in materiale spirituale con le ordinazioni di giovani sacerdoti destinati ad essere punti di riferimento per le comunità cristiane nelle quali sono stati destinati a svolgere il loro ministero.
Nessun commento:
Posta un commento