APPENDICE DOCUMENTARIA 1.15 LE DONAZIONI Cardinale Luigi Amat di Sorso Vescovo di Ostia e Velletri dal 1877 al 1878

Nacque il 20 giugno 1796 a Sinnai, arcidiocesi di Cagliari da Giovanni Amat Manca (1754-1818), marchese di San Filippo e Eusebia Amat Vico (1772-1808), baronessa di Sorso, entrambi di famiglie di origine catalana. Frequentò le scuole di retorica e di lettere nel Collegio di San Giuseppe, presso gli Scolopi. Studiò all'Università di Cagliari dal 1815 al 1818 conseguendo la laurea in giurisprudenza; a Roma alla Pontificia Accademia dei Nobili Ecclesiastici dal 1818 e all'Università La Sapienza, conseguendo il dottorato In utroque iure, diritto civile e diritto canonico, il 4 dicembre 1826. Esercitò come Referendario del Tribunale della Segnatura Apostolica dal febbraio 1819 e fu nominato Prelato domestico di Sua Santità, Protonotario apostolico soprannumerario. Intrapresa l'attività diplomatica divenne vice-legato a Bologna (febbraio 1819); delegato apostolico a Benevento (marzo 1823), a Spoleto (luglio 1824-ottobre 1826) e dall'ottobre 1824 anche a Rieti, che con decreto dell'ottobre 1824 fu unita alla delegazione di Spoleto. Mantenne tale ruolo fino all'ottobre 1826. Fu ordinato presbitero il 24 dicembre 1826 e nominato Canonico del capitolo cattedrale di Cagliari.





Nominato arcivescovo titolare di Nicea il 9 aprile 1827 da Leone XII, fu consacrato il 22 aprile seguente a Roma dal cardinale Giuseppe Spina, assistito da Pietro Caprano, arcivescovo titolare di Iconio, segretario della Sacra Congregazione di Propaganda Fide, segretario della Congregazione dell'esame dei vescovi e da Luigi Bottiglia Savoulx[1], arcivescovo titolare di Perge, decano dei Chierici della Camera Apostolica. Fu nominato nunzio in Sicilia il 24 aprile 1827 e Nunzio apostolico in Spagna dal 13 novembre 1832 ma espulso nel 1835 a causa dell'interruzione delle relazioni diplomatiche.

Gregorio XVI lo creò cardinale presbitero nel Concistoro del 19 maggio 1837 ricevendo il cappello rosso il 22 maggio 1837 e il titolo di Santa Maria in Via il 2 ottobre dello stesso anno. Divenne legato apostolico a Ravenna dal 19 dicembre 1837 e Prefetto dell'Economia della Congregazione di Propaganda Fide dal 26 dicembre 1843. Partecipò al conclave del 1846 che elesse Papa Pio IX. Legato apostolico a Bologna il 22 dicembre 1846 e Commissario straordinario di quattro legazioni dal 17 agosto 1848. Optato per l'ordine dei cardinali vescovi e la Sede suburbicaria di Palestrina il 15 marzo 1852, fu Vice-Cancelliere di Santa Romana Chiesa, sommista di lettere apostoliche e commendatario del titolo di San Lorenzo in Damaso dal 27 settembre dello stesso anno fino alla morte. Camerlengo del Collegio Cardinalizio 7 marzo 1853 fino al 7 aprile 1854. Esercitò il ministero come arciprete della Basilica Liberiana di Santa Maria Maggiore dal 21 settembre 1867.

Optò per la Sede suburbicaria di Porto-Santa Rufina l'8 ottobre 1870 e come Cardinale Decano del Collegio Cardinalizio, per la sede suburbicaria di Ostia e Velletri il 12 marzo 1877, prefetto della Congregazione del Cerimoniale. Quale cardinale decano gestì la sede vacante alla morte di Pio IX e partecipò al conclave del 1878 che elesse papa Leone XIII. Commendatore dell'Ordine Mauriziano.

Morì il 30 marzo 1878 a Roma. Esposto nella Chiesa di Santa Maria in Vallicella e sepolto, temporaneamente, nel Cimitero del Verano a Roma. Venne definitivamente trasferito nella Chiesa di San Lorenzo in Damaso.

Pastorale 

Bastone in quattro pezzi divisi da modanature. Raccordo tra il bastone e il riccio con foglie d'acanto. Riccio con foglie intorno bloccate da chiodi, al centro una rosetta. Puntale a forma di pigna

L'opera è stata presa in esame la prima volta da L. Mortari (Mortari, 1959, p. 51, n. 41) che ha descritto lo stemma ma non ne ha identificato il committente. Il committente è stato poi riconosciuto come il cardinale Ludovico Amat Sorso (1796- 1878), vescovo di Ostia e Velletri dal 1877 al 1878. A lui si deve anche un servizio da lavabo, conservato presso lo stesso museo diocesano e realizzato dal maestro argentiere Antonio Cappelletti da Caserta con bollo a losanga A9 (omega)C, attivo tra il 1803 e il 1838 ( Bulgari C. G., 1958 - 69, p. 243, n. 344). Le linee stilizzate e semplici accostano quest'opera agli argenti romani coevi realizzati da Giovacchino Belli e forse la paternità è da attribuire allo stesso maestro Cappelletti



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