APPENDICE DOCUMENTARIA : 1.9. LE DONAZIONI Cardinale Leonardo Antonelli Vescovo e Governatore di Ostia e Velletri dal 1807 al 1811

 


Con l'elezione a pontefice di Pio VI, che aveva molta stima del prelato, fu elevato cardinale nel primo concistoro di questo pontefice, unico porporato creato in quella occasione. Il 27 aprile 1775 ricevette la berretta rossa e il 24 maggio seguente il titolo di cardinale presbitero di santa Sabina. Nel 1780 fu nominato prefetto della Congregazione di Propaganda Fide, carica che ricoprì per quindici anni. Si occupò delle difficili trattative con la Russia per il riordinamento della gerarchia cattolica e la creazione dell'archidiocesi di Mogilev e intervenne nella questione irlandese. Tra il 1784 e il 1785 fu camerlengo del Collegio cardinalizio.




Con la rivoluzione francese, il 12 luglio 1790 fu formata una speciale commissione di cardinali, chiamata Congregazione per gli affari di Francia, per esaminare la situazione creatasi nella Chiesa francese a seguito della promulgazione della Costituzione civile del clero. Mons. Antonelli ne fece parte con i cardinali Gian Francesco Albani, Vitaliano Borromeo, Filippo Campanelli, Guglielmo Pallotta e Gregorio Antonio Maria Salviati, con l'obbiettivo di supportare le difficili decisioni che il pontefice doveva prendere. L'Antonelli di fronte allo scisma costituzionale di Francia mantenne, almeno inizialmente, un'opinione moderata. Nel 1794 optò per la sede suburbicaria di Palestrina. Fu consacrato vescovo il 19 marzo di quell'anno a Roma, dal cardinale Giovanni Francesco Albani, coadiuvato dall'arcivescovo titolare di Nazianzo, mons. Ottavio Boni (Ch) e dal vescovo titolare di Cirene, mons. Simone de Magistris (Ch). Nel 1795 fu nominato prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica di giustizia.




Con l'invasione francese della Stato pontificio nel 1797, fu membro della congregazione straordinaria, formatasi alla vigilia delle trattative di Tolentino, ove si pronunciò contro la pace e per la continuazione delle ostilità. Nel febbraio 1798 Pio VI, esiliato da Roma, lo pose alla testa delle due commissioni cardinalizie, incaricate degli affari ecclesiastici e civili, ma il 9 marzo anch'egli fu imprigionato nel convento delle Convertite e in seguito in quello dei domenicani di Civitavecchia. Dal ritiro dei passionisti sul Monte Argentario, dove poté alla fine rifugiarsi, intrattenne con il pontefice, esule a Siena e alla certosa di Firenze, una fitta corrispondenza sui problemi di governo della Chiesa.

Si rifugiò in seguito a Este e alla morte di Pio VI prese parte al conclave di Venezia, sostenendovi da principio la candidatura del cardinal Alessandro Mattei, favorita dall'Austria e orientandosi poi per il cardinal Chiaramonti.

Rientrò a Roma con Pio VII, optò per la sede suburbicaria di Porto e Santa Rufina. Nel 1801 divenne penitenziere maggiore e arciprete della basilica lateranense. Fu membro di due commissioni cardinalizie per l'esame del concordato francese del 1801 e fu tra i più rigidi e diffidenti oppositori delle richieste del primo console. Atteggiamento che mantenne anche nelle successive trattative del concordato italiano e la estensione di esso a Lucca.

Negli anni tra l'incoronazione di Napoleone, alla quale assistette e l'occupazione di Roma, fu nel 1807 vescovo di Ostia e Velletri. Fu vice decano dal 1800 e divenne decano nel 1807, fu segretario del sant'Uffizio e dei Brevi. Napoleone, che ne sospettava l'ostilità, lo ritenne l'ispiratore dell'irrigidimento di Pio VII. Lo feci quindi arrestare il 6 settembre 1808 ed esiliare dapprima a Spoleto, poi a Macerata e in ultimo nella sua città natale, ove si spense il 23 gennaio 1811.


Piviale 

Il piviale è in seta violacea laminata in oro con pesanti galloni dorati e sul bordo anteriore applicati due stemmi.l piviale appartenne al cardinale Leonardo Antonelli, vescovo di Velletri dal 1083 al 1811. Il parato non è menzionato da L. Mortari nel suo libro "Il Museo capitolare della cattedrale di Velletri (Roma, 1959) 






brocca 

Brocca ornata da elementi fogliacei acantiformi sul corpo e sul piede. Risale al periodo del Cardinale Antonelli il cui stemma reca inciso.

palmatoria - ambito laziale (sec. XIX)

Palmatoria con orlo della padellina mistilineo, bocciolo a volute, piattello baccellato. Risale al periodo del Cardinale Antonelli il cui stemma si trova inciso sul impugnatura.









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