2.7 L' IMMAGINE DELLA "MADONNA CON BAMBINO E ANGELI " GENTILE DA FABRIANO

 La Madonna in trono, seduta, con manto scuro listato d'oro, che porta il Bambino sulle ginocchia. Un ricco tappeto orna il trono. Ai lati della Madonna appaiono due angeli adoranti. Una grossa lacuna prende quasi un quarto del dipinto mutilando parte delle figure del Bambino e della Vergine. La più antica notizia relativa al dipinto, ma non al suo autore, si trova in un passo del Theuli (1644) il quale racconta la storia del quadro che fu donato dal Padre generale Ludovico Ciotti di San Paolo alla piccola chiesa veliterna di Sant'Apollonia, quando fu consacrata dal Vescovo Suffraganeo di Velletri Giuliano Viviani nel 1633. L'erronea interpretazione della data, rilevata dalla frammentaria iscrizione sul retro, indusse il Theuli a credere il dipinto del 526, del tempo cioè di Papa Felice, assurda datazione che fu ribadita dal Borgia e dagli storici successivi e che fu finalmente confutata dal Tersenghi. L'opera rimase anonima fino al 1913 quando L. Venturi la rinveniva nella chiesa di Sant'Apollonia e la restituiva a Gentile da Fabriano, arricchendone lo scarno catalogo delle opere tarde. A spiegazione dell'enigmatica iscrizione e data sul retro, egli avanza l'ipotesi che questo possa risalire al momento della donazione, quando i frati avrebbero apposto arbitrariamente alla tavola la stessa data dei mosaici della chiesa, risalenti al pontificato di Felice IV (526-530). Non ha dubbio l'appartenenza del dipinto agli anni romani di Gentile, compresi tra il settembre 1426 e la morte avvenuta tra l'agosto e l'ottobre del 1427. Perdute le altre opere romane, questa di Velletri resta la sola testimonianza




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