Era d’uso compiere delle processioni che oggi diremo “straordinarie” con la sacra immagine della Madonna delle Grazie per implorare la serenità dell’aria o chiedere l’acqua per la salvezza dei raccolti. Anna Maria Capretti, ha scritto nel 1996, un interessante lavoro che ci porta proprio nello specifico dell’argomento trattato in questo capitolo, importante aspetto della storia che vi stiamo raccontando. Quando ancora non era conosciuto il servizio meteorologico e ancora non eravamo in grado di comprendere i fenomeni atmosferici. Scorrendo alcune carte d’archivio dei primi del XIX secolo possiamo capire come si procedeva in simili circostanze. La richiesta al capitolo della cattedrale, di scoprire la Madonna delle Grazie partiva sempre dal gonfaloniere della città, oppure dai “festaroli” in nome dell’intera città e doveva essere sempre seguita dall’ approvazione del cardinale vescovo
Nel mese di Giugno del 1821 continui temporali stavano mettendo in crisi la sopravvivenza dei raccolti e si ricorse all’intercessione della Madonna. Il 15 dello stesso mese il vicario generale Francesco Ciotti scrisse al cardinale Giulio Maria della Somaglia allora Vescovo di Velletri:” Il Signor. Gonfaloniere di questa inclita comunità mi fece stamane istanza di far scoprire per tre giorni consecutivi, la immagine di Maria SS.ma delle Grazie e di fare la processione nella prossima Domenica, onde implorare la serenità dell’aria. Io ho annuito, giacchè il Rev.mo Capitolo, secondo l’antico costume, ha richiesto che si facesse formale istanza all’autorità ecclesiastica e che questa dasse in iscritto la licenza. Ieri sera s’ebbe a sentire vociferare pel paese la necessità di ricorrere alla Madre delle Grazie nelle presenti intemperie della stagione” Appare chiaro che il permesso per scoprire la madonna veniva concesso dopo un delicato iter burocratico che impegnava popolo e autorità e solo per motivi validi, riconosciuti come necessari. Il 23 Ottobre 1821 il gonfaloniere Gaetano Colonnesi scrisse al Cardinale Vescovo Giulio Maria Della Somaglia per ottenere lo stesso favore…” Vengo assicurato del desiderio della popolazione per lo scoprimento della miracolosa immagine di Maria SS.ma delle Grazie, onde impetrare la serenità tanto necessaria nell’attuale raccolta delle uve che di giorno in giorno vanno a deperire a motivo del tempo contrario “
E’ solito che l’istanza al Rev.mo Capitolo si faccia dalla rappresentanza pubblica e la comunità contribuisca alla cera per un triduo, in libbre diciotto. Attendo l’autorizzazione necessaria per l’indicata spesa (della cera) che in altra occasione ammontò a scudi sette e baiocchi venti…” L’8 dicembre del 1821 il gonfaloniere scriveva al cardinale della Somaglia per assicurarlo che tutto era andato nel migliore dei modi e chiedeva l’autorizzazione a pagare il maestro di cappella che aveva suonato il giorno dello scoprimento della Madonna delle Grazie. Nel 1822 l’arte agraria fa richiesta al cardinale per lo stesso motivo quello di avere l’acqua sui seminati che appassivano. Oltre al triduo molto spesso si facevano anche delle processioni come abbiamo detto straordinarie o votive che se per ottenere l’acqua voltavano verso S. Maria dell’Orto e se ottenere il sereno voltavano verso il monte artemisio. Uso scomparso dopo la seconda guerra mondiale, ma la tradizione di chiedere alla Madonna delle Grazie i bisogni dei raccolti è restata perché molto spesso il 26 Agosto viene recitata nella Messa solenne la colletta per l’acqua se non piove da tempo.
E’ solito che l’istanza al Rev.mo Capitolo si faccia dalla rappresentanza pubblica e la comunità contribuisca alla cera per un triduo, in libbre diciotto. Attendo l’autorizzazione necessaria per l’indicata spesa (della cera) che in altra occasione ammontò a scudi sette e baiocchi venti…” L’8 dicembre del 1821 il gonfaloniere scriveva al cardinale della Somaglia per assicurarlo che tutto era andato nel migliore dei modi e chiedeva l’autorizzazione a pagare il maestro di cappella che aveva suonato il giorno dello scoprimento della Madonna delle Grazie. Nel 1822 l’arte agraria fa richiesta al cardinale per lo stesso motivo quello di avere l’acqua sui seminati che appassivano. Oltre al triduo molto spesso si facevano anche delle processioni come abbiamo detto straordinarie o votive che se per ottenere l’acqua voltavano verso S. Maria dell’Orto e se ottenere il sereno voltavano verso il monte artemisio. Uso scomparso dopo la seconda guerra mondiale, ma la tradizione di chiedere alla Madonna delle Grazie i bisogni dei raccolti è restata perché molto spesso il 26 Agosto viene recitata nella Messa solenne la colletta per l’acqua se non piove da tempo.
Dopo l’abolizione delle processioni penitenziali si era conservato l’uso di tenere coperta la madonna e di scoprirla di solito la domenica, nelle solennità e per i bisogni materiali e spirituali della popolazione.
Infatti era frequente sentire le nostre donne dire “vaglio a fa scoprì a madonna ……” c’era anche un suono particolare delle campane che annunciava alla popolazione l’esposizione nel santuario della sacra immagine naturalmente per ottenere questo “privilegio” bisognava lasciare un’offerta che ultimamente era di 500 lire. Il 23 Novembre 1974 con la nomina a canonico parroco della parrocchia della Cattedrale e quindi a Rettore del Santuario della Madonna delle Grazie di Mons. Angelo Lopes quest’uso venne abolito lasciando la Madonna esposta ogni giorno
8.7.Dal nome adorato il turco spietato sconfitto restò
Antonio Blasi mentre combatteva contro i turchi sotto le mura di Vienna il 12 Settembre 1683 riuscì a strappare al nemico la bandiera che poi offrì come ex voto alla Madonna delle Grazie su quel vessillo c’è scritto: “dà la buona novella ai credenti o Maometto noi vinciamo per te una vittoria splendida” La bandiera oggi è conservata al Museo Diocesano
“Sui cardini erranti dal cupo profondo scuotevasi il mondo la terra tremò”
Lo scrittore anonimo che come abbiamo detto scrisse per primo la storia del Santuario parla ampliamente dei terremoti che per intercessione della Madonna sono stati resi innocui per la città e per la popolazione:
1703: li 4 Gennaio la terra tremò improvvisamente due scosse gettarono tutti nella paura e nello sgomento. Il popolo ricorse all’intercessione della Madonna delle Grazie e il pericolo cessò. Il 2 Febbraio tornò a scuotersi la terra ci fu un grande ricorso alla potente intercessione della Madonna delle Grazie, dice il Gesuita che davanti alla Sacra Immagine ardevano mazzi di ceri offerti dalle Confraternite, dagli Ordini Religiosi, dalle Corporazioni, dalle Parrocchie di Velletri e del territorio limitrofo.
1829: Pochi giorni dopo la Festa della Prima Domenica di Maggio alcune scosse di terremoto turbarono la quiete cittadina. Mons. Francesco Ciotti Vicario Generale in una lettera scritta al Cardinale chiede l’autorizzazione a fare un triduo alla Madonna per essere liberati dal flagello del terremoto. Il Cardinale il giorno seguente risponde favorevolmente.
Il 27 Maggio viene scoperta la Sacra Immagine e si continuò a pregarla per tutto il mese di giugno. Venne fatta anche una processione straordinaria che fece avere un sopravanzo di 126,04 libbre di cera che indica per allora una grande partecipazione.
8.8 Miracolo del Fulmine
1882: Secondo Centenario della sua Incoronazione
Un fulmine entra in una casa scatenandosi in modo da incenerire gli occupanti. Uno cade a terra tramortito, un altro è sbalzato da una parte all’altra della Casa. Una parete viene scheggiata tutta intorno al ritratto della Madonna che rimane intatto.
8.9 La guerra è la peste estinse e fugò”
La storia del culto della Sacra Immagine della Madonna delle Grazie è fatta di momenti lieti e dolorosi anche durante le epidemie di peste e di colera non mancò l’intercessione della Vergine. Nel 1854 il flagello del colera minacciava la nostra città immediato fu il ricorso alla gloriosa intercessione di Maria.
Il 18 Dicembre 1854: il Gonfaloniere Baldassare Negroni si rivolge al Vicario Generale per chiedere lo scoprimento della Sacra Immagine per implorare la cessazione del pericolo. Il colera si allontanò da Velletri e il Consiglio Comunale decretò una pubblica festa. Venne fatto un triduo e il Vescovo Suffraganeo Gesualdo Vitali Pontificò la Santa Messa con l’offerta dei Ceri.
8.11 “La minaccia spagnola”
Dopo la proclamazione a Re di Napoli di Carlo infante di Spagna, l’esercito iberico si mosse verso la Lombardia per andare in rinforzo alle milizie di Carlo VI. Sulla fine del 1734 questi soldati passarono per Velletri. La città aveva preparato le proprie caserme per accoglierli. Ma essi neanche vi entrarono pretendendo di alloggiare nelle abitazioni private.
Dopo la fine delle ostilità Filippo V di Spagna nel licenziare l’esercito del figlio si assegnò due raggruppamenti di sceltissima cavalleria. Arrivati a Valmontone il 13 Aprile 1736 arrivarono a Velletri per cercare foraggio per i loro animali.
La città si rivoltò contro i gli spagnoli e neanche il Cardinale Barberini venuto da Roma riuscì a calmarli. Si scoprì la Sacra Immagine e tutti corsero a pregarla. Gli Spagnoli ricevuta la notizia presero a marciare su Velletri per distruggerla Mentre il Cardinale faceva l’estremo tentativo di calmarli le preghiere alla Madonna delle Grazie fecero il loro effetto d’un tratto cominciarono a deporre le armi, ad aprire le porte e a liberare la città dal terrore.
8.12 Anna Magnani e la Madonna delle Grazie
3 Maggio 1947: Tra i tanti miracoli attribuiti all’ intercessione della Beata Vergine Maria Madre delle Grazie viene sempre raccontato quello di cui fu protagonista la grande ed indimenticata Anna Magnani per tutti “nannarella”. Era il Maggio del 1947, il suo amato Luca era ancora una volta in pericolo, la febbre poliomielitica lo aveva assalito di nuovo facendo temere per la sua vita. Anna era nella sua villa al Circeo ed era il primo sabato del mese quando arrivò quella terribile e inattesa telefonata. Immaginate il terrore che si impadronì di Anna, ma soprattutto come il suo cuore di mamma potesse aver reagito a quella ferale notizia, non esitò anna a mettersi in viaggio verso Roma per raggiungere il suo Luca con il timore di non fare in tempo. Per strada però c’era un’altra mamma ad attenderla, quella mamma che è la mamma delle mamme Maria SS.ma. Lei che soffrì al calvario ben conosceva il dolore di Anna che giunta alla Via dei Laghi rimase bloccata dalla processione che all’ epoca arrivava fin lì, perché dopo la guerra in via di Morice fu posto il primo ospedale provvisorio.
Credo che non possiamo neanche immaginare cosa c’era nel cuore di Anna Magnani mentre dovette aspettare il passaggio della processione, quando giunse la Madonna il terrore ormai aveva preso il sopravvento e una bestemmia uscì dalla bocca della Magnani che era atea professa.
Quella bestemmia certamente era destinata a cambiarle la vita, suo figlio Luca quando arrivò a Roma era salvo, la febbre era scesa e non era più in pericolo di vita. I segni della malattia purtroppo ci sono ma lui cammina in modo autonomo anche se poggiato a due canadesi. Anna rimase sconvolta da questa guarigione pensò subito al quella bestemmia e certamente non trascorse una notte tranquilla perché la mattina seguente Festa della Madonna delle Grazie arrivò in Cattedrale molto presto, tanto che ancora si stavano riassettando le navate.
Quella mattina in chiesa c’era il vice parroco Don Pietro Barsi che confessava, parroco era Mons. Giuseppe Centra, Arciprete Mons. Ettore Moresi, la Magnani trovò vicino alla cappella di S. Gerardo la signora Lina de Conteris alla quale chiese un sacerdote. Lina non aveva capito chi era perché la Magnani era arrivata camuffata e le disse di aspettare perché c’era Don Pietro che confessava se voleva poteva accomodarsi, Nannarella disse che aveva urgenza di parlarci. Visto lo stato in cui era Lina bussò a Don Pietro rispose anche un poco infastidito “che aspetti”.
Ma poi dopo aver visto quella donna provata e in lacrime lasciò il confessionale ed uscì, quando la riconobbe la fece accomodare in sagrestia. Fu chiamato subito Don Giuseppe Centra al quale Anna Magnani diede due meravigliosi orecchini da porre sulla veste della Madonna dove ancora oggi sono accanto al pettorale di Papa Pio IX. Un evento che la segnò notevolmente, anzi cambiò non poco la sua vita. Lei come abbiamo detto era atea professa, quella bestemmia la fece tornare a credere tanto che volle comprare una casa a Velletri che il figlio non ha voluto vendere dopo la sua morte.
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