6.1. La Chiesa di Santa Maria in Via Lata
essa si trovava di fronte all’attuale cimitero, originariamente era una cappelletta rurale ove nel muro in affresco stava dipinta una antica immagine della Madonna. Grazie a Filomena Borgia nel 1607 la piccola cappella venne trasformata in una vera chiesa sotto la protezione e assistenza della Confraternita della Pietà. Nel 1621 la chiesa venne data ai Monaci Basiliani che la officiarono fino al 1806 quando questa crollò al seguito del celebre terremoto del 26 Agosto. L’Immagine della Madonna venne trasportata nel 1815 nella Chiesa di Lariano.
6.2. La Chiesa della Madonna degli Angeli
scrive Bonaventura Teoli nel suo Teatro Historico che era distante un miglio dalla Città per la strada Romana, credesi che fosse della nostra Religione, e che fosse una semplice cappella, dove il Serafico Padre S. Francesco faceva oratione, quando fu in Velletri, venne poi ingrandita da Bernardino Petrucci In questa Chiesa c’è stato sempre un romito, per alcuni anni vi hanno dimorato i Padri del Terz' Ordine, e la Confraternita della Misericordia, che vi celebra la festa del perdono di Assisi. La chiesa è piccola.
6.3 La chiesa dei SS.mi di Gesù e Maria dei Conti Antonelli in località Morice
La chiesa si trova all’interno della splendida residenza di campagna della nobile famiglia veliterna eretta nel 1772 su disegno dell’architetto veliterno Nicola Giansimoni. Testimoniata da una epigrafe marmorea sulla contro facciata proprio sopra il portale d’ingresso, mentre all’interno della chiesa si trova la memoria della consacrazione. Fu qui che il Re Carlo III di Borbone aveva il suo quartier generale durante la celebre battaglia ispano – austriaca del 1744. Gli Antonelli sono una delle più importanti famiglie dell’aristocrazia veliterna memorie della storia familiare si trovano nella Chiesa di San Lorenzo dove sono stati tumulati alcuni di essi che hanno ricoperto incarichi pubblici e si sono distinti nel campo della giurisprudenza. Quelli che portarono più lustro alla famiglia e alla città furono tre Vescovi Gian Carlo seniore, Gian Carlo iuniore, nonché Antonio. Giancarlo seniore dotto giuriconsulto, dopo aver sostenute parecchie cariche civili ed ecclesiastiche in patria fu da Innocenzo XI nel 1677 fatto Vescovo di Ferentino, ove morì nel 1694. Al benemerito cittadino, tre anni dopo la sua morte il Comune di Velletri eresse a proprie spese nel primo pilastro a destra della Cattedrale di San Clemente un decoroso ricordo marmoreo con epigrafe commemorativa e busto del prelato in atto di adorazione come ancora oggi si può vedere.
Nipote del precedente fu Antonio Antonelli il quale fu da Papa Clemente XI creato nel 1709 vescovo di Urbania. E finalmente l’altro Gian Carlo, il iuniore, dopo essere asceso ai vari gradi del ministero ecclesiastico essendo addottorato nelle facoltà legali, fu dalla Corte Romana inviato a Colonia come Uditore di Nunziatura, carica che esercitò per lo spazio di dieci anni. Tornato in patria fu nel 1752 da Papa Benedetto XIV creato Vescovo di Dioclia e Suffraganeo di Velletri. Per primo contribuì alla divulgazione del culto e della devozione alla Madonna delle Grazie anteponendo al suo “Riflessioni e preghiere per le sette principali feste della Madonna” un sunto storico sulla venerata icona presente nella Cattedrale di Velletri da tempi immemorabili.
6.4. La Chiesa della Madonna della Rosa
secondo il Bauco che la cita nella sua storia della Città di Velletri si trovava circa mezzo miglio fuori della Città posta sull’antica via romana ed apparteneva alla famiglia Santucci.
6.5. La Chiesa di Santa Maria della Portella
secondo il Bauco era prossima alla via Metabo chiamata ancora la Madonna della Valle trovasi memoria che nel 1429 fosse parrocchiale con Rettoria e Chierici.
6.6. La Chiesa della Madonna del Pontone
sempre secondo il Bauco era prossima alla porta di questo nome: come rilevasi da un atto fatto da Alberto Vescovo di Nicodemia dal quale fu consacrata nel 1348 essendo Vescovo il Cardinale D’Alb
6.7. La Chiesa della Madonna del Rosario in località Colle Ionci che ha ispirato Giuseppe Verdi per il celebre inno religioso “La Vergine degli Angeli” ne “La Forza del Destino”
La Chiesa della Madonna del Rosario può definirsi come una delle sorprese che riserva al visitatore la campagna veliterna: si tratta di una piccola chiesa, ricca di anni di storia, centro dell’omonima parrocchia rurale situata in una amenissima posizione nella località di Colle Jonci. Nasce negli anni 1734-35 come oratorio privato di campagna voluto dalla famiglia patrizia dei Colonnesi. Divenne parrocchia nel 1971, dopo esser stata per due secoli nella giurisdizione di Santa Maria in Trivio.
L’edificio sacro si presenta con una struttura sobria ma densa di elementi significativi. Tipiche della tradizione veliterna sono le bordature in peperino mentre unici sul territorio sono gli inginocchiatoi esterni in corrispondenza delle finestrelle protette da grate in ferro battuto. Queste servivano per i viandanti che, trovando la cappella chiusa, volevano comunque fermarsi per pregare.
Più significativamente artistici sono il rosone e i vetri piombati che bordano le finestrelle, ma anche il quadro della Madonna del Rosario con Bambino donato alla chiesa dall’autore Angelo Cesselon. Recentemente è stata restaurata e abbellita. Nel 1860 sembra che Giuseppe Verdi si trovasse nelle nostre campagne probabilmente al casale “Colabona” mentre lavorava alla stesura della “Forza del Destino” e qui ebbe l’ispirazione per il terzo atto ambientato durante la storica battaglia Ispano Austriaca combattuta sul territorio di Velletri atto preceduto dal celebre inno religioso che chiude il finale del secondo atto la celebre “Vergine degli Angeli” interpretata dalle più importanti soprano italiane ed internazionali.
Angelo Cesselon Madonna con Bambino detta “ Madonna del Rosario”
Nel territorio della parrocchia poco distante dalla chiesa, abitava con sua moglie Lina e le figlie Angelo Cesselon uno dei maggiori autori del manifesto cinematografico italiano che aveva scelto Colle Ionci come luogo del suo buon ritiro. Infatti carico di meriti e di riconoscimenti derivati dal lavoro relativo alla cartellonistica cinematografica quando arriva a Velletri nel 1975 è nella fase finale della sua vicenda artistica quella dei grandi ritratti di Santi e di fondatori di ordini religiosi. Tra questi si ricordano i ritratti di S. Francesco d'Assisi, S. Francesco di Paola, S. Massimiliano Kolbe, Don Alberione, Annibale di Francia. Non poteva mancare quindi un suo intervento nella piccola chiesa poco distante dalla sua abitazione per la quale realizza la Madonna che tiene in braccio il Bambino e tra le mani la corona del rosario. La devozione della popolazione della parrocchia alla Madonna del Rosario trova la sua espressione della festa nella prima Domenica di Ottobre con la processione della vigilia nella quale viene trasportata la statua della Madonna dai membri della Confraternita del Rosario erede naturale dell’antica confraternita che aveva sede nella Cattedrale di San Clemente e che grazie alla passione del compianto Don Antonio Carughi è il motore dell’organizzazione della festa e di quanto gira intorno alla preparazione della processione.
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