APPENDICE DOCUMENTARIA 1.2 "LE DONAZIONI" Sua Altezza Reale il Signor Cardinale Enrico Benedetto Clemente Duca di York Vescovo e Governatore di Ostia e Velletri dal 1803 al 1806

Figlio secondogenito di Giorgio III pretendente al trono d’Inghilterra, Enrico Stuart nacque a Roma nel 1725, essendo la sua famiglia trasferitasi in Italia da qualche tempo dopo essere stata detronizzata la dinastia Stuart e resa praticamente impossibile l’eventualità di tornare sul trono britannico, nonostante i successivi ripetuti, infruttuosi, oltre che maldestri tentativi di riprendersi la corona effettuati dal primogenito di Giorgio III, ‘the bonny prince Charlye’ (Carlo Odoardo) con alcune disastrose battaglie. Enrico, già orientato verso la vocazione religiosa, la intraprese definitivamente iniziando la sua proficua e brillante carriera ecclesiastica e fu il papa Benedetto XIV praticamente ad aprirgli la strada nominandolo cardinale già nel 1747 e, l’anno dopo, ordinandolo sacerdote. Divenuto Arciprete della Basilica vaticana, Enrico Stuart, conseguirà nella sua vita ecclesiastica innumerevoli incarichi e in particolare diventerà vescovo della diocesi suburbicaria di Frascati, ove nel 1761 fece il suo ingresso in gran pompa. A Frascati, lo York ci resterà come vescovo fino al 1803, quando diventando decano del Collegio cardinalizio gioco forza dovrà assumere il titolo di Vescovo di Ostia e Velletri, e tuttavia resterà a risiedere tornandovi frequentemente nella sede dell’episcopio di Frascati. 




A Frascati, nel 1788 aveva anche ricevuta la notizia della morte del fratello Odoardo i cui funerali, per evitare problemi al papa nei rapporti con alcune diplomazie compresa quella francese, non si tennero a Roma bensì proprio nella cattedrale tuscolana che per breve tempo ne custodì anche le spoglie (ora vi rimane solo un monumento funerario che conserva i precordi di questo nobile inglese). Con la morte del fratello ed essendo già morto da tempo il padre Giorgio, Enrico Benedetto diventerà l’unico erede al trono d’Inghilterra tanto che farà sostituire sul suo stemma cardinalizio la corona ducale con quella reale. Ma Enrico tuttavia sarà ricordato soprattutto per tutte le opere munifiche che dedicherà alla sua diocesi, alla cattedrale, all’episcopio, al seminario, alla grandiosa e fornitissima biblioteca (‘Eboracense’, da Eboracum denominazione latina di York) con migliaia di volumi. Guidò con grande attenzione pastorale ma anche, alla bisogna, con polso fermo la chiesa tuscolana che ebbe veramente a cuore se teniamo conto che vi fece ben 11 visite pastorali delle quali furono annotate, e stampate in appositi volumi, tutte le decisioni prese, le situazioni esaminate e le costituzioni della cattedrale approvate. Quando sarà eletto il nuovo papa, Pio VII(il conclave si tenne fuori di Roma, a Venezia), questi volle fargli visita a Frascati.

Il cardinale duca di York morirà nell’Episcopio di Frascati il 13 luglio del 1807.


Pianete


Taffetas avorio effetto gros con ricco motivo floreale e tralci fitomorfi che si intrecciano con i finti galloni, realizzati a ricamo con fili d'oro lamellare a rilievo, con fili d'oro frisè a punto posato, con canutiglia, con paillettes. Lungo i bordi applicazione di merletto a fuselli in filo d'oro lamellare e canutiglia. Parato appartenente al cardinale Enrico Benedetto Clemente, Duca di York, figlio secondogenito di Giacomo d'Inghilterra, che fu vescovo di Velletri dal settembre 1803 al luglio 1807 

Teletta viola decorata con un ricco motivo floreale accompagnato da tralci vegetali, che si ripete sia nella parte anteriore che in quella posteriore, realizzato a ricamo in oro filato, lamellare, frisè a punto posato, a punto a rilievo, a ricamo in paillettes dorate e placchette dorate. I galloni sono ricamati e passano a volte sopra il motivo decorativo, a volte sotto



    





Citata prima da C. Amati, che ne ha identificato, il committente, il cardinale Enrico Benedetto Maria Clemente di York (1725- 1807), vescovo di Ostia e Velletri nel 1803, la pianeta è stata descritta poi da L. Mortari. Il ricamo, dal raffinato motivo decorativo e di alta manifattura, è da associare probabilmente ai laboratori vaticani. Si vedano la pianeta bianca del cardinale di York nel medesimo museo (12/00006431), quelle conservate presso la cattedrale di Frascati ma soprattutto una pianeta coeva con lo stemma di Benedetto XIV al Museo Diocesano di Ancona. I motivi ed il gusto sono simili tanto da poter ipotizzare una manifattura comune. La datazione può essere ristretta tra il 1761, anno della sua elezione a vescovo di Frascati e il 1788, anno nel quale il cardinale associa al suo stemma la corona reale dopo la morte del fratello Carlo Edoardo, e si proclama legittimo pretendente al trono d'Inghilterra, con il nome di Enrico IX (vedi ritratto del cardinale di T. Kuntz); infatti allo stemma della pianeta sono associati il cappello rosso con tre ordini di nappe, che indica la carica vescovile, e la corona ducale

Nessun commento:

Posta un commento