Entrati in città ai tempi del Cardinale Vescovo Giovanni Morone sotto il Pontificato di Gregorio XIII. Il primo guardiano fu Padre Giovanni Portico da Montefiascone. Il Convento ospitò numerosi religiosi di elevata dignità morale e di alta cultura partirono da Velletri dopo il 1870. La bolla di Alessandro II del 1065 cita la Chiesa di S. Antonino come arcipretura con chierici e annessa cura d’anime. Nel 1553 era officiata da un Rettore , il quale forse per la povertà delle rendite la cedette alla Confraternita della Misericordia. I confratelli nel 1573 la cedettero ai Padri Carmelitani di antica osservanza che da poco tempo avevano fatto ingresso a Velletri. I confrati nell’atto di cessione mantennero per i loro scopi l’uso di una cappella che intitolarono nel 1600 a S. Giovanni decollato, allorché si aggregarono all’ Arciconfraternita fiorentina dello stesso titolo. I Padri eressero vicino alla chiesa un convento che man mano ampliarono fino a ridurlo nella forma attuale. La Cappella dei fratelloni venne isolata dalla chiesa di S. Antonino quando quest’ ultima venne restaurata dai carmelitani. Qui i confratelli seppellivano i condannati a morte e ciò fino al 1835 anno in cui la confraternita venne soppressa. Dice il Tersenghi che ai suoi tempi la piccola chiesa era ancora ben visibile con il suo unico altare e la tomba al centro. La Chiesa di S.Antonino venne devastata dai repubblicani che nel 1849 avevano trasformato il convento in uno ospedale militare. Ritornati i frati la chiesa e il convento vennero restaurati e riaperti al culto. Nel 1870 i carmelitani lasciarono Velletri perché colpiti dalle leggi di soppressione, il convento divenne una caserma e poi sede degli uffici governativi.
La Chiesa
Dopo il passaggio di proprietà del Convento al Demanio dello Stato la Chiesa rimase abbandonata a se stessa tanto che pian piano cadde rovinosamente. I quadri furono trasferiti a S. Teresa. Tersenghi dice che ai suoi tempi ancora era possibile vedere un bellissimo soffitto ad imitazione di quello di S. Clemente.
La Confraternita della Misericordia
Aveva sede nella Chiesa di S. Antonino dei Padri Carmelitani. Aggregata all’ Arciconfraternita romana di S. Giovanni Decollato, nell’anno 1600 e confermata nel 1613. I confrati assistevano i condannati al patibolo seppellendoli nella loro cappella. Solennizzavano la decollazione di S. Giovanni avevano come stemma la testa di S. Giovanni in una tazza vestivano di color nero. Gli officiali venivano eletti il primo Maggio con l’ assistenza del Vicario Generale. Interessanti le testimonianze pittoriche che caratterizzano il chiostro le più conservate sono quelle del lato ovest i cui affreschi delle lunette sembrano raccontare l’insediamento dell’ordine carmelitano in quell’area. Altri dipinti ricoprono la parte centrale della volta del refettorio dove è rappresentato il profeta Elia al quale risale l’ordine dei Carmelitani dell’antica Osservanza. Gabrielli attribuisce il ciclo al giovane pittore Antonio Paticchi\
Un santo carmelitano, inginocchiato, riceve un manto dalla Vergine, seduta fra le nuvole e circondata da angeli e cherubini. Come gli altri affreschi del convento è opera del pittore romano Antonio Paticchi, ai cui estremi cronologici si riferisce la datazione generica indicata (Roma, 1762 - Roma, 1788)I
Sulla sinistra è la Madonna con il Bambino, fra le nuvole, che appare a un santo carmelitano inginocchiato al centro, con le braccia aperte. Le lunette del chiostro non sono menzionate fra le opere che le fonti attribuiscono ad Antonio Paticchi. È probabile, tuttavia, che anche questi dipinti siano dovuti al pittore romano ai cui estremi cronologici si riferisce la datazione generica indicata (Roma, 1762 - Roma, 1788)
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