APPENDICE DOCUMENTARIA 1.22 " LE DONAZIONI" Cardinale Bonaventura Cerretti Vescovo di Velletri nel 1933

 Fu ordinato presbitero il 31 marzo 1895 a Roma dall'arcivescovo titolare di Seleucia Tancredo Fausti ch. Svolse l'attività sacerdotale per la diocesi di Orvieto fino al 1899. Nominato Cameriere segreto di Sua Santità il 13 gennaio 1904, fu trasferito alla delegazione apostolica in Messico come segretario fino al 1906, quando divenne revisore contabile della delegazione apostolica negli Stati Uniti d'America.Il 15 aprile 1914 fu nominato da Pio X arcivescovo titolare di Filippopoli di Tracia e trasferito alla sede titolare di Corinto il 10 maggio successivo. Fu consacrato il 19 luglio 1914 a Roma dal cardinale arcivescovo Rafael Merry del Val, segretario di Stato; co-consacranti furono l'arcivescovo titolare di Lepanto Giulio Serafini che il vescovo di Orvieto Salvatore Fratocchi ch. Il suo motto episcopale era Robur in fide.



Nominato delegato apostolico in Australia e Nuova Zelanda dal 5 ottobre 1914, nel 1917 rientrò a Roma quale segretario della Sacra Congregazione per gli affari ecclesiastici straordinari. Il 6 maggio dello stesso anno fu inviato in missione speciale alla conferenza di pace di Parigi svoltasi da maggio a giugno 1919. Il 20 maggio 1921 fu nominato Nunzio apostolico in Francia . Fu creato cardinale da Pio XI nel concistoro del 14 dicembre 1925; ricevette il cappello rosso e il titolo di Santa Cecilia il 24 giugno 1926. Fu cardinale legato al 29º Congresso Eucaristico Internazionale di Sydney in Australia svoltosi il 14 giugno 1928. Fu nominato Arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore il 16 luglio 1930 e prefetto del Supremo tribunale della Segnatura apostolica il 12 ottobre 1931. Optò per l'ordine dei cardinali vescovi e della Sede suburbicaria di Velletri il 13 marzo 1933 e divenne Camerlengo del Sacro Collegio Cardinalizio fino alla sua morte.


Morì a 60 anni l'8 maggio 1933 nella sua residenza in via della Scrofa di Roma, alle ore 19:30, a causa di una polmonite, complicata da setticemia e diabete; era presente mons. Alfredo Ottaviani, mentre il cardinale Eugenio Pacelli impartì la benedizione da parte del papa. I funerali si tennero nella Chiesa di Sant'Ignazio: la funzione fu celebrata dall'arcivescovo Tito Trocchi ch, officiale della camera apostolica e dal cardinale Decano del Collegio Cardinalizio Gennaro Granito Pignatelli di Belmonte che impartì l'assoluzione finale.


Fu sepolto dapprima nel Cimitero del Verano (Roma), accanto al cardinale Domenico Serafini O.S.B. nella cappella del Sacra Congregazione di Propaganda Fide. Successivamente, i suoi resti furono traslati nella basilica di Santa Cecilia a Roma; la cappella funeraria fu inaugurata il 28 maggio 1936 e nell'occasione il cardinale Giulio Serafini pronunciò un discorso. Al cardinale Cerretti è stata intitolata la cappella commemorativa adiacente al "St. Patrick's College" di Sydney in Australia nel 1935.


calice - bottega statunitense  1925 – 1925

Il calice ha base polilobata decorata con la raffigura il Cristo morto in rilievo. Il globo che interrompe lo stelo è decorato sempre a rilievo da quattro serafini. La base della coppa è smaltata a fondo blu con raffigurata l'ultima cena.L'opera, datatala 1925, rimanda al gusto eclettico della seconda metà dell'Ottocento e ad uno stile "goticheggiante" con l'uso dell'argento dorato, degli smalti traslucidi e delle pietre semi preziose. Il confronto però tra un'opera quattro-cinquecentesca e una recente rivela, nella seconda, quella possibilità e poca scioltezza di stile che immediatamente la distingue da quella più antica. L'iconografia delle raffigurazioni (Ultima Cena, Compianto sul Cristo morto con angeli incensati e cherubini) è focalizzata sulla Passione di Cristo. Il confronto è possibile con modelli di manifattura inglese, fautrice del gothical revival, in argento dorato decorati con pietre semi preziose e smalti, come i calici di A. W. N. Pugin, uno alla Westminister Cathedral (Revivalism, 1972, fig. 1), uno al V. &A. Museum datato al 1851 (Gli Argenti, 1981, p. 121), il calice di W. Butterfield alla St. Nicolas's Church, Kemerton Glouchesterschire e quello alla St. Paul Cathedral, Dundee (Revivalism, 1972, fig. 3, 4)  






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