APPENDICE DOCUMENTARIA 1.27 LE DONAZIONI Croce pettorale appartenuta al Beato Pio IX donata alla Madonna durante una delle visite al Santuario

Sotto il volto della Madonna contornata da altre pietre preziose si trova la Croce appartenuta al Beato Pio IX che era molto legato al Santuario e alla Madonna delle Grazie per la quale nutriva una sincera devozione tanto che ogni volta che arrivava voleva salire sull’altare per vedere i volti da vicino.

L’ultima volta fu l’11 Maggio 1863 quando giunse in treno alla stazione ferroviaria dove fu accolto dal Cardinale Legato di Marittima di Campagna Mario Mattei insieme ai rappresentanti della nobiltà della legazione, erano presenti anche i delegati della Legazione di Frosinone. 

Al primo piano  del fabbricato viaggiatori ricevette dal Gonfaloniere le chiavi della città.  Dopo Velletri il papa percorse in treno tutta la legazione di Marittina e Campagna lungo quella tratta ferroviaria che aveva con forza fatto costruire.


Viaggio di Pio IX nella città e provincia di Velletri

Il Pontefice arrivò alla stazione di Velletri l´11 Maggio 1863 circa alle ore 6 pomeridiane in treno ad attendere il Papa c’erano il Legato Apostolico Cardinale Vincenzo Macchi, Mons. Ricci Delegato della Provincia, Mons.Scarpitta Delegato di Frosinone e Mons. Luigi Macioti - Toruzzi ponente di Consulta. 

Le autorità civili e giudiziarie delle due provincie. I rappresentanti veliterni presentarono al Papa le chiavi della città mentre risuonava il fragore degli spari. Pio IX prese riposo nelle sale della stazione dove ammirò anche un suo busto scolpito per l’occasione da Achille Fabri e lesse le seguenti iscrizioni:

Pio XI

Pontifici Maximo

Quod Providentia Eius Et Nutu Via Ferreo Tramite

Neapolim Roma decurrens velitras attigit

viri a consiliis provinciae regendae

dedicavere parenti optimo

VI kal Febrauraias an MDCCCLXII 

Quo Die Cvrsus Pvublicus Commeantibus

Patvit



Mentre all’uscita della stazione lesse la seguente iscrizione ancora ben visibile

Al benefico principe

Pio IX Pontefice Massimo

Amore e Ricordanza Immortale

ne assicurò ed arricchì il commercio ordinando che la ferrovia percorresse

Velletri e la Marittima Il Consiglio Provinciale

Lieto del Pubblico Incremento

scolpì nuova e solenne ricordanza MDCCCLXII


A bordo della carrozza scortato dal battaglione francese, dalla Guardia Nobile, dagli Ussari ed infine dai Gendarmi Pontifici giunse a Porta Napoletana dai cui bastioni pendeva il vessillo con le Somme Chiavi e sull’arco si leggeva la seguente iscrizione:

Pio IX Pontifici Maximo

optimo felici augusto

vota veliternorum

impleti

o.p.q

fausta omnia

Percorso un breve tratto a piedi il Sommo Pontefice si trovò nell’atrio della Cattedrale di S. Clemente dove venne accolto dal Vescovo Suffraganeo Mons. Gesualdo Vitali, dal Capitolo, dal Seminario e dal Clero. Entrato in Basilica il Pontefice ricevette la benedizione eucaristica impartita dal Vescovo e dopo si raccolse in preghiera davanti alla Sacra Immagine della Madonna delle Grazie fu scoperta liscrizione marmorea del seguente tenore che ancora si vede nella Cappella Santuario

Pio IX Pont. Max

Qvo Sospite

Salva Res Pubblica Est

In comm.diei V Id Maii MDCCCLXIII

Quum ille

Civitate Universa Adclamante

Velitras succedens

Basilicam Clementinam

Eius Iam Praesentia Tertio Cohonestatam

Benigne Revisit

Ac Deipare Gratiarum Matri

Preces In Hac Aedicvula Fudit

Collegium Canonicorum Eivsdem Basilicae

Ad. Memoriae Perennitatem


Uscito dalla Cattedrale si recò in carrozza al Palazzo del Comune dove venne accolto da una folla esultante. Qui prima di entrare impartì la benedizione apostolica. Nella sala dove venne preparato il trono Pio IX ammise al bacio del piede tutte le rappresentanze della Provincia di Marittima che lo avevano ricevuto alla stazione. Salito all’appartamento del Cardinal Legato ammise al bacio del piede il Capitolo della Cattedrale, il clero, la nobiltà e le dame. La sera venne incendiato un grandioso fuoco artificiale.



II giorno

12 Maggio 1863

Il romano Pontefice dopo aver detto Messa nella Cappella privata dell´ Em.mo Cardinale Decano in carrozza si recò alla badia di Valvisciolo dove venne accolto da Mons. Ricci Delegato da Mons. Vitali Suffraganeo e da alcune autorità militari. Cisterna lo accolse magnificamente una apoteosi di folla lo attendeva mentre ovunque bandiere ed iscrizioni inneggianti all’evento


A Pio IX

Pontefice Massimo

Il giorno

che di sua augusta presenza

beava la terra di Cisterna

gli abitanti

discendenti da quei fortunati

che videro fra loro ed udirono

l’apostolo Paolo

scrissero questa memoria

a segno di ossequio e riconoscenza


Il Papa venne accolto dai canonici di Santa Maria Assunta ed entrato nella Collegiata pregò davanti al Sacramento impartendo poi la Benedizione Apostolica. Si rimise in viaggio Pio IX per l’Appia e giunto al pizzo del Cardinale poté ammirare la nuova strada per la badia che lui stesso aveva voluto. A Valvisciolo attendevano il Santo Padre gli abitanti di Norma, Sermoneta, Carpineto, Bassiano, Cori, Sezze e Terracina, sulle rovine di Ninfa sventolava il vessillo bianco giallo e due iscrizioni commemorative del seguente tenore


L’Angelo di Ninfa

proteggitore un dì del terzo Alessandro

veglia oggi custode del nono Pio

Fui spenta

ma rimasi grande la vita se avessi

a te o Pio siccome già ad Alessandro

nuovamente darei


Il Pontefice venne accolto trionfalmente spari di mortari dal castello di Sermoneta e dalla roccia di Norma mentre festanti i sacri bronzi facevano udire la loro voce. Furono eretti due archi trionfali che condussero Pio IX alla badia su di essi alcune iscrizioni dettate dal Canonico De Lazzaro. Ad attendere il Papa il Vescovo di Terracina e i capitoli di Norma e Sermoneta. Dopo aver pregato in chiesa, il pontefice si recò negli appartamenti appositamente preparati e dopo aver ammesso al bacio del piede le delegazioni presenti impartì nuovamente la benedizione apostolica alla folla che lo ricambiò con osannanti ovazioni. Prima di intraprendere la via del ritorno a Velletri il Papa donò al monastero ricchi e preziosi arredi sacri. 

Arrivato in città non gli fu concesso di riposare nella sala delle lapidi del Palazzo Municipale perché le acclamazioni del popolo lo indussero ad affacciarsi per benedirlo di nuovo.


III Giorno

13 Maggio 1863

Il romano pontefice dopo aver celebrato la Santa Messa lasciò nuovamente Velletri per continuare il suo viaggio nella provincia di Marittima e poi in quella della Campagna alla carrozza papale si aggiunse quella del Cardinale Legato Macchi sotto scorta percorrendo la via corriera si recarono di nuovo alla stazione ferroviaria qui a ricevere il Vicario di Cristo c'erano i rappresentanti delle ferrovie e le autorità governative. Il nobile vagone pontificio accolse il Cardinale Macchi ed altri prelati che accompagnarono Pio IX a Frosinone.


Valmontone -

La prima fermata fu a Valmontone anche qui ovunque archi di trionfo ed iscrizioni. Sceso dal treno Pio IX entrato nella sala dov’era stato preparato il trono ammise al bacio del piede le rappresentanze presenti tra queste quella del comune di Artena. Impartita la benedizione riprese il viaggio erano quasi del 10 del giorno. Lungo tutto il viaggio il Santo Padre scese in tutte le stazioni dov’era stato preparato il trono ammise al bacio del piede delegazioni comunali, autorità governative, clero, capitoli e nobili questo fu così fino a Frosinone. Appena messo piede sulla nobile terra di ciociaria gli accompagnatori veliterni si congedarono dal pontefice in attesa che questi ritornasse nei confini della provincia di marittima


IV giorno

14 Maggio 1863

Dopo aver detto Messa Pio IX lasciò in carrozza Frosinone per andare a Ferentino e dopo aver mangiato ad Anagni si recò in carrozza alla stazione di Segni qui ad accoglierlo autorità del governo, delle ferrovie e della Marittima. 

Una moltitudine di folla era ad accogliere il Pontefice non c’era solo il popolo segnino ma anche quello di numerosi comuni limitrofi. Anche in queste terre il Beato Papa non si sottrasse alla popolazione, ammise al bacio del piede le varie delegazioni che gli porsero ossequio. 

Riprese dunque il Santo Padre la via per Roma, ovunque passasse il treno pontificio non mancarono fiori, archi trionfali ed iscrizioni. All’arrivo a Velletri il treno pontificio fece una breve sosta giusto per dare il tempo al Cardinale Macchi di congedarsi dal Papa.


Nella stessa visita il Papa oltre alla sua croce pettorale ha donato al tra Santuario della Madonna delle Grazie un bellissimo ostensorio di scuola inglese trafugato nel 1983 dal Museo Diocesano e mai più ritrovato. 

L'ostensorio, esposto per la prima volta alla mostra di Orvieto nel 1896, è stato descritto, prima che fosse rubato nel giugno 1983, da L. Mortari nel 1959, che lo definiva un bell'esemplare di oreficeria cinquecentesca. In realtà l'ostensorio è costituito da due parti, il piede è del 1605 del mastro argentiere di Norimberga Thomas Stoeder, il cui bollo (TS intrecciate, in Rosemberg, 1911, p. 1002, n. 3163) è visibile sotto il piede, e la mostra "a tempietto" è del 1877 di manifattura inglese (bolli di controllo londinesi del periodo vittoriano: la testa di regina di profilo, testa di leopardo, leone passante, in Hungerford, 1879, pp. 155-156; e dell'ancora, bollo di Birmingham, in Link, 1968, p. 270, 279-280). 




Il committente è la Parrocchia si S. Maria Assunta di Londra, che voleva far dono dell'oggetto a papa Pio IX. Sono inoltre segnalate le lettere CTI/GE che non sembrano riferirsi ad un argentiere (Tesori d'arte sacra, 1975, p. 105, n. 243). Sul piede è presente uno stemma inquartato ma non interpretabile (Inghilterra?). Lo stile riecheggia quello gotico di matrice nord europea reinterpretato, mettendo insieme elementi diversi; infatti l'ostensorio non presenta terminazioni a piramide, ma a semicupole, come si nota ad esempio in alcuni ostensori siciliani di fine Cinquecento (Accascina, 1974, p. 175). Si veda un ostensorio con angeli , figure di santi su mezze colonne realizzato dal mastro argentiere G.B. Braun di Utrecht su invito della Congregazione della B. Vergine di Gilburg per essere donato a papa Leone XIII nel 1887 (Siena, Museo dell'Opera del Duomo) 

Stessa sorte purtroppo è toccata ad un altro importante oggetto donato al Santuario della Madonna delle Grazie. Stiamo parlando del prezioso ostensorio in oro che il Re Ferdinando II delle Due Sicilie volle lasciare alla Vergine delle Grazie al termine della sua visita nel 1850.




L'ostensorio è composto da un alto basamento a più ripiani su cui siedono, scolpiti a tutto tondo, i quattro evangelisti in basso e San Pietro e San Paolo nella zona mediana. Sopra il basamento il globo terracqueo su cui poggia i piedi l' Arcangelo Gabriele. L'ostensorio è avvolto da nubi e cherubini, è decorato da pietre preziose. In alto lo Spirito Santo e una croce gemmata Fu donato alla cattedrale veliterna il 1° luglio 1850 da Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie. In una lapide, conservata nella Cappella delle Grazie, il dono doveva contraccambiare  Madonna delle Grazie che il Capitolo aveva inviato al re. Si tratta di una raffinata opera di oreficeria napoletana della metà del secolo XIX


Tra le donazioni fatte negli anni alla cattedrale e al Santuario della Madonna delle Grazie si trova un calice donato in precedenza a Papa Leone XIII e da esso donato alla chiesa veliterna non sappiamo però quando e perché esso sia arrivato a noi. Sulla coppa d'oro sculture applicate in argento e oro con tre teste di cherubini e decorazioni floreali, grappoli d'uva, spighe di grano, rosette. Sul piede, in bassorilievo, Madonna con il Bambino, San Martino che dona il manto ai poveri e gli stemmi di Leone XIII, del Triregno con le chiavi e della città di Sanpierdarena


Il calice fu donato dalla città di Sanpierdarena al Pontefice Leone XIII, il quale ne fece a sua volta dono alla cattedrale di Velletri 





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