2.12 CHIESA DELLE STIMMATE DI SAN FRANCESCO Confraternita delle Stimmate

La Chiesa delle Sacre Stimmate di S. Francesco, si trovava ai confini tra la Parrocchia della Cattedrale e quella di S. Michele Arcangelo. Di origine antichissima era appellata in principio come Chiesa della Madonna della Neve o di Santa Valle. Rettoria con chierici fino al 1497 periodo in cui vi fu beneficiato Ruggero Giovannelli. Nel 1602 viene concessa alla Confraternita delle Sacre Stimmate di S. Francesco ed in tale occasione il popolo prese a chiamarla col titolo del sodalizio. Prima di entrare in Chiesa si salivano otto gradini di peperino, tutti contornati ed infine vi nasceva un loggiato che circondava tutto il rimanente della facciata della chiesa e dell’oratorio anch’ esso di peperino. La Chiesa era tutta pavimentata a quadroni di lato all’ ingresso vi erano due pregevoli confessionali con due acquasantiere. Nel pavimento si aprivano quattro sepolture, le prime due vicine all’ ingresso erano riservate ai confratelli, mentre le altre due vicino alla balaustra ai sacerdoti membri della Confraternita e per le consorelle. Nella chiesa vi erano tre altari compreso il presbiterio, tutti con il quadro. Il presbiterio era chiuso da una balaustra con colonnette di marmo bianco e sportelli di noce. Nei quattro angoli dell’altare maggiore c’erano colonne di marmo pregiato con capitelli in marmo bianco. L’ altare maggiore era isolato e consisteva in due gradini con il tabernacolo in mezzo la cui porticina era ricoperta in lastra di rame dorato. Aveva il paliotto in marmo con al centro la nicchia per il corpo di Santa Euticchia donato dal Cardinale Stefano Borgia con atto del notaro veliterno Angelo Collinvitti. 

Dall’ epistolario privato del grande veliterno leggiamo:

28 Agosto 1782

Caro fratello

Vi accludo il mandato di procura per donare alle Stimmate il corpo di Santa Euticchia. Godrò poi di sentire diligentemente descritto il rito della traslazione dalla Trinità alle Stimmate (….)

19 Settembre 1782

(…) Mi piacque la relazione del trasporto di Santa Euticchia che vedo eseguito con molta decenza. Suppongo che avrete anche distribuita l’indicata elemosina (…)

Dietro l’ altare vi era uno spazio sufficiente che serviva al coro dei fratelli, qui essi cantavo l’ officio, vi era un quadro di S. Francesco in atto di ricevere le Stimmate incorniciato da marmi preziosi. Nel cornicione sopra il presbiterio vi era collocata l’ immagine della Madonna della Neve con il figlio in braccio. La Vergine era coronata con diademi d’argento e aveva stelle sul manto. Le stazioni della Via Crucis erano in coro? Gli altari laterali invece erano dedicati ai Santi Filippo Neri e Francesco di Sales sotto quadro c’erano due ovali con il Sacro Cuore e San Giuseppe. In sagrestia si accedeva dal lato destro del presbiterio, essa era composta da tre stanze. Nella prima si poteva leggere un’iscrizione incisa su un elegante tavola lignea del seguente tenore: “ Vetustissima dieparae Virginia Imaginem cui iam inde a seculis templum hoc sub nivis nomine dicatum est miraculis fratiisque apud velitris celebrem jamdiu abscuro humilique loco posita, hic donec alidi decentiuy collecetur sac S.P Francisci stimatum confraters religione debita supplices posvere anno ab eisdem Virginia partu MDCCLVI. Nella stessa stanza vi era un credenzone dove venivano conservati i paramenti per la Santa Messa e gli abiti per i Confratelli. Sul lato sinistro del presbiterio si accedeva ad un’altra piccola stanza dove erano conservati gli utensili della Chiesa e da dove si usciva negli orti della Confraternita. Sempre sul lato sinistro c’era l’ingresso all’ Oratorio dove si vestivano i Confratelli vi era in esso un altare di legno con sopra l’Immacolata Concezione da un lato c’era una porticina che metteva in chiesa sulla quale era murata  un’iscrizione in lingua latina. Dal detto oratorio si accedeva in Chiesa per una comoda porticina, invece una scala a chiocciola portava alle stanze superiori e all’ appartamento del custode. Agli inizi degli anni ‘ 60 l’ intero complesso venne demolito per cercare di costruire al suo posto un albergo ma fortunatamente a causa degli importanti ritrovamenti archeologici effettuati il progetto venne bloccato dalla soprintendenza.

Il sodalizio


Eretta in Velletri in occasione del Giubileo del 1600 venne confermata da Clemente VIII e aggregata all’ Arciconfraternita romana dello stesso titolo. Celebrava solennemente le feste del Perdono di Assisi e di San Francesco. I Confratelli vestivano di sacco incappucciati visitavano le osterie e le bettole predicando contro la bestemmia. Vi facevano parte professionisti e personalità cittadine solo per citare gli ultimi ricordiamo il colonnello Giovanni Battista Amati, l’Avvocato Gaspare Bernabei, l ‘ Ing. Felice Remiddi e il Dr. Pietro Fantozzi famoso era il presepe che i fratelli allestivano con personaggi a grandezza naturale usando anche splendi fondali opera del maestro Aurelio Mariani. La distruzione della Chiesa alla metà degli anni sessanta ha causato la dispersione dei fratelli e la fine della Confraternita. Resta nel Museo Diocesano lo splendido stendardo processionale opera di Giuseppe Della Valle che raffigura S. Francesco in atto di ricevere le Stimmate e Francesco presso Innocenzo III per l’approvazione della regola.



Il dipinto raffigura a sinistra la Vergine Immacolata fra nubi, con viso reclinato verso il basso. A destra, in alto, Dio Padre la benedice; tutt'intorno cherubini e serafini. In basso, in colori scuri, un mostro che simboleggia il demonio. Discreta opera di evidente ispirazione cortonesca. Copia dell'Immacolata di Pietro da Cortona presso i Filippini di Perugia 









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