VELLETRI "CIVITAS MARIAE"
storia delle immagini della Beata Vergine Maria venerate nelle chiese cittadine e del culto alla Madonna delle Grazie principale protettrice di Velletri a cura di ALESSANDRO FILIPPI
martedì 9 settembre 2025
7.09.2025 : OFFERTA DEI CERI ALLA MADONNA DELLA CARITA' LE PAROLE DEL SINDACO CASCELLA
Eccellenza Reverendissima, Reverendi Padri, Confratelli dell'Arciconfraternita dell'Orazione e Morte, Autorità civili, militari e dell'ordine pubblico, carissimi concittadini, è con un'emozione profonda e un onore ancora più grande che, come Sindaco, rinnovo il secolare rito dell'offerta dei ceri a Maria Santissima, che la nostra Velletri venera con il titolo dolcissimo e impegnativo di Madre della Carità. Questo momento solenne, che affonda le sue radici nel cuore della nostra storia, quest'anno si carica di un significato ancora più vasto e profondo.
Pochi giorni or sono, il 26 agosto, la nostra amata città ha ricevuto il sigillo solenne di “Civitas Mariae. Non un semplice titolo, ma la proclamazione ufficiale di un’identità che da sempre scorre nel cuore civico e culturale di Velletri, un'identità forgiata da una devozione mariana che non è mai stata un capitolo accessorio, ma la trama stessa della nostra esistenza.
La celebrazione odierna, dedicata alla Madonna della Carità, è forse l'espressione più autentica di questa identità. La nostra memoria ci riporta al 1491, quando la comunità commissionò ad Antoniazzo Romano quella sacra immagine destinata a diventare un faro di speranza. Dal 1569, con la nascita della Confraternita, quel volto materno ha assunto per noi il nome di "Carità", un nome che è insieme programma e vocazione.
Questa festa mariana, legata da secoli alla vendemmia, è profondamente radicata nella devozione dei nostri agricoltori, uomini e donne che dedicano la loro vita ai frutti della terra, trovando in Maria un sostegno e una guida. In un tempo di rapide trasformazioni sociali è nostro dovere custodire e tramandare questa ricorrenza religiosa e devozionale alle future generazioni.
Oggi, il titolo di Madonna della Carità e la proclamazione a “Civitas Mariae” si illuminano a vicenda, rivelando un unico, potente messaggio. Essere "Città di Maria" significa, per Velletri, essere innanzitutto "Città della Carità". Lo spirito che anima la nostra comunità trova eco perfetta nelle parole stesse di Maria, nel suo cantico di lode, il "Magnificat", riportato nel Vangelo di Luca. È un canto che non è solo preghiera, ma annuncio di un ordine nuovo fondato sulla giustizia e sulla carità:
“Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.” (Lc 1, 51-53)
Questa è la carità che siamo chiamati a vivere: non una semplice elemosina, ma un impegno a rovesciare le logiche del mondo, a innalzare chi è umiliato, a saziare la fame di pane e di dignità. Come ci ha ricordato Papa Benedetto XVI nella sua enciclica "Deus Caritas Est", la carità autentica non è uno strumento ideologico, ma è "un modo di rendere presente qui e ora l'amore di cui l'uomo ha sempre bisogno".
In questo spirito, il mio pensiero e la gratitudine dell'intera Città si rivolgono, con rinnovata ammirazione, all’Arciconfraternita dell'Orazione e Morte. Da secoli, voi, Confratelli, siete l'incarnazione di questo Vangelo vissuto. La vostra opera, spesso silenziosa e nascosta, nel dare degna sepoltura a chi non ha nome né conforto, è la più alta espressione della carità. È un atto di amore puro, che non cerca ricompensa se non nella sua stessa gratuità, un esempio luminoso di cosa significhi tradurre la fede in servizio concreto verso il prossimo.
I ceri che oggi offriamo non sono dunque solo un simbolo della nostra devozione. Essi rappresentano un voto solenne, un impegno che, come Sindaco e come comunità, assumiamo dinanzi a Maria, "Mater Misericordiae", Madre della Misericordia. Ci impegniamo a far sì che il titolo di “Civitas Mariae” non resti una pergamena da archiviare, ma diventi la bussola delle nostre politiche di prossimità, l'anima del nostro agire quotidiano. "Ubi caritas, ibi civitas": dove c'è carità, lì c'è una vera città, una comunità viva e solidale.
La proclamazione a “Civitas Mariae” non è un punto d'arrivo, ma un nuovo inizio. È una chiamata alla responsabilità per ciascuno di noi. È l'invito a custodire il nostro patrimonio di fede e tradizioni per trasformarlo in energia per il futuro, per costruire una città che sia davvero casa per tutti, specialmente per i più fragili.
Che Maria, Madre della Carità, continui a vegliare su Velletri. Che la sua protezione materna illumini il nostro percorso e ci sostenga nell'impegno a costruire insieme una comunità sempre più giusta, fraterna e solidale, degna del nome che con orgoglio portiamo: Città di Maria.
Grazie a tutti".
Ascanio Cascella Sindaco di Velletri
LA TRADIZIONALE FESTA DELLA MADONNA DELLA CARITA'
Il mese di Settembre come tradizione inizia a Velletri con la Festa della Madonna della Carità, venerata nella bella Chiesa di S.Apollonia nel cuore del centro storico cittadino. Anima della manifestazione l’Arciconfraternita della Carità Orazione e Morte che dal 1569 anno della sua fondazione è la custode della bella immagine opera certa di Antoniazzo Romano, commissionata nel 1491 per la chiesa di San Martino e dal 1816 venerata in Sant’Apollonia.
La festa è iniziata con il solenne triduo di preparazione predicato dal Padre Gianluca Cafarotti crs Sabato 6 Settembre alle 11.30 la venerata immagine è stata tolta dall’altare maggiore della Chiesa di Santa Apollonia per essere esposta solennemente sul trono per la processione della sera a presidere la funzione religiosa don Teodoro Beccia vice parroco della cattedrale che ha anche celebrato la Santa Messa delle ore 12.00.
La processione preceduta dalla Santa Messa presieduta da Padre Gianluca Cafarotti ha visto la presenza delle Confraternite e delle Arciconfraternite cittadine, quella del Gonfalone ha “azzato” il crocefisso della Confraternita delle Stimmate che dalla demolizione della omonina chiesa si trova in quella dei Santi Pietro e Bartolomeo, presente anche la Confraternita di Sant’Antonio da Padova con lo stendardo opera di Sabrina Di Stazio e la Confraternita della Madonna del Carmine. L’ammistrazione comunale era rappresentata dal Sindaco Ascanio Cascella e dai vigili urbani con il Gonfalone della città che domenica mattina ha preso parte alla solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo emerito Vincenzo Apicella durante la quale si è rinnovato l’antico gesto dell’offerta dei ceri alla Madonna al quale ha fatto seguito un intervento del sindaco dove con competenza e rigore culturale ha illustrato ai presenti il significato del gesto e sopratutto gli intenti futuri dell’amministrazione comunale riguardo al titolo di civitas mariae.
La festa si è conclusa lunedì con la tradizionale Santa Messa di chiusura celebrata dal Padre Gianluca Cafarotti .
lunedì 1 settembre 2025
26.08.2025 VELLETRI CIVITAS MARIAE : LE PAROLE DEL SINDACO DI VELLETRI ASCANIO CASCELLA
Eccellenza Reverendissima Mons. Stefano Russo, onorati rappresentanti delle autorità civili, militari e dell’ordine pubblico, autorità religiose, appartenenti alle confraternite ed alle associazioni combattentistiche e d’arma, distinti ospiti delle città gemellate che ci onorano con la loro presenza – mettendo a disposizione il vostro affetto e la vostra vicinanza in un momento tanto significativo per la nostra città –,carissimi concittadini, è un grande onore – e una responsabilità commovente – porgere questo saluto in una giornata che scriverà una nuova e bella pagina nella storia di Velletri. La proclamazione della nostra città come “Civitas Mariae” è molto più di un atto solenne: è un riconoscimento dell’anima civile, culturale e identitaria di Velletri. Velletri oggi viene proclamata Civitas Mariae, perché nel suo DNA civico e culturale la devozione mariana non è un capitolo accessorio, ma una vera trama identitaria che, nei secoli, ha saldato istituzioni e popolo, momenti di prova e di festa, opere e gesti di carità. Sub tuum praesidium ha camminato la nostra comunità: non come formula, ma come stile di cittadinanza. La nostra memoria comune torna al 26 agosto 1806, quando un violento terremoto scosse Velletri. Le cronache ricordano i crolli, ma anche – fatto singolare – l’assenza di vittime. Il Consiglio cittadino chiese di riconoscere Maria Madre della Divina Grazia come principale protettrice della città. Da quel voto nacque la Festa del Patrocinio ogni 26 agosto.
Oggi, 26 agosto 2025, in occasione del 219° anniversario del Patrocinio, la Sacra Immagine della Madonna delle Grazie entrerà nel Palazzo Comunale, sigillando ancora una volta il legame con la città. “Un Paese senza memoria è un Paese senza futuro” scriveva Indro Montanelli .Questa memoria, a Velletri, ha un volto: è il volto di Maria che unisce.
Tra i pilastri della devozione mariana rammentiamo come nel 1491 Velletri commissionò ad Antoniazzo Romano, una tavola della Madonna col Bambino, venerata come Madonna della Carità. Oggi l’eredità della Carità ci domanda di trasformare il titolo di Civitas Mariae in politiche di prossimità. Ubi caritas, ibi civitas. La Madonna del Rosario, lega Velletri alla tradizione domenicana che ci conduce alla costanza della memoria ed alla forza dell’impegno quotidiano. La Madonna del Carmine, con la sua giovane comunità parrocchiale, ma antichissima come cuore popolare, è la Madonna che abita la vita di tutti i giorni.
Nel circuito urbano le chiese mariane disegnano veri itinerari che invitano a leggere la città come mappa di significati e come vera e propria città-santuario, un “santuario diffuso” della Vergine nel tessuto urbano e rurale che ci invita a visitarlo e scoprirlo come unicum nel suo genere. La memoria mariana è quindi un fatto di cultura civica che ha insegnato alla nostra città la grammatica dell’appartenenza, del rispetto e della solidarietà.
Oggi questo antico legame tra cittadinanza, fede e memoria storica torna vivo con la solenne proclamazione a “Civitas MariaQuest’anno giubilare ha visto Velletri protagonista in diverse iniziative, accogliendo oltre mille giovani, nell’ambito del Giubileo dei Giovani: un’esplosione di entusiasmo, impegno e speranza che ha rinnovato la nostra città e ne ha energizzato lo spirito comunitario.
Papa Francesco ricordava: “i giovani non sono il futuro, ma il presente dell’umanità”. E questa città, nel proclamarsi “Civitas Mariae”, consegna a ciascuno di loro – ma anche a noi tutti – un patto: custodire e trasmettere un senso di appartenenza, radicamento e vocazione comune.
Velletri non è oggi chiamata a “scegliere” tra credenti e non credenti, ma a raccogliere e valorizzare una memoria che appartiene a tutti. Nessuno può sentirsi escluso da un richiamo che affonda in una storia condivisa. Sempre lIndro Montanelli osservava: “Un popolo senza memoria storica non ha identità, e senza identità non ha futuro.”
Questa lezione vale per tutti noi. Ed è particolarmente attuale nel momento in cui Velletri si offre come un modello: città santuario diffuso, patrimonio di arte, storia, fede, cultura. Una città che richiama, che attira, che racconta.
Oggi non celebriamo solo una devozione religiosa, celebriamo la città, con le sue radici, la sua storia, il suo volto pluralistico.
Questa proclamazione, quindi, non divide: unisce.
Perché afferma che ogni cittadino – qualunque sia la propria sensibilità – appartiene a un disegno comune. Velletri è casa di tutti, e “Civitas Mariae” rafforza questo senso storico e condiviso.
Non possiamo celebrare questa giornata senza guardarci intorno, in un mondo che vive ancora in tensione e conflitto. Le ferite delle guerre, la disperazione dei popoli martoriati ci chiamano a un impegno reale.
Come ha più volte ricordato il Presidente Sergio Mattarella: “La pace non è mai un bene acquisito, ma è un impegno da coltivare ogni giorno.” E sant’Agostino ci ha insegnato che “la pace è la tranquillità dell’ordine.” Velletri, proclamandosi Civitas Mariae, mostra anche una vocazione civile: la costruzione di una comunità pacifica, responsabile, solidale.
Carissimi concittadini, illustri ospiti e amici delle città gemellate, la proclamazione di “Civitas Mariae” è un dono che custodiamo con orgoglio e un impegno che ci chiama a costruire il presente.
Velletri è chiamata ad essere comunità che dialoga, che accoglie, che custodisce il proprio passato per trasformarlo in forza per il uturo. Maria – nelle tante sue immagini amate qui – resta il simbolo civile e spirituale di questa vocazione: non di divisione, ma di identità condivisa.
Cicerone ci ammoniva: “Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae.” Che la storia ci illumini, la memoria ci unisca, la vita ci renda cittadini attivi e responsabili.
Grazie a tutti.
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