CAPITOLO QUARTO "La cappella Borgia in Cattedrale"

Nella Basilica Cattedrale di San Clemente sul finire della navata di destra prima di salire al piano del presbiterio si trova la cappella attualmente dedicata a San Vincenzo de Paoli appartenuta per secoli alla famiglia Borgia e dedicata alla Visitazione a Santa Elisabetta. La visita Gesualdo (1595) ci riferisce che la tavola era posta sull’altare della famiglia Gallinella passato poi alla casa Borgia.  La Cappella non conserva più nulla della sua decorazione antica solo la mostra dell’altare con le colonne corinzie di finto marmo ricordano il passato. Sull’architrave campeggia la scritta “Magnificat anima mea dominum”. Intorno al 1937 forse a causa dell’estinzione della famiglia Borgia venne decisa la nuova dedicazione della cappella a S. Vincenzo De Paoli ponendovi un bellissimo quadro di Aurelio Mariani, mentre l’antica tavola di Bicci di Lorenzo trovò posto nell’aula capitolare.  






A sinistra la Vergine, con manto scuro e abito rosso di cui si scorgono solo le maniche, solleva le braccia verso Elisabetta di profilo che avanza da destra avvolta in manto scuro con margini dorati. Fondo oro. Nell'alto della cornice, dorata e cuspidata, è un tondo con la mezza figura dipinta di Davide che suona l'arpa. Un tempo era situata sull'altare della cappella Borgia, detta anche della Visitazione, che è la quarta cappella a destra della Basilica si San Clemente. È da presumere che facesse parte di un polittico di cui però non si ha notizia. L'attribuzione a Luciano da Velletri, risalente a Guglielmo della Valle, è successivamente ribadita senza fondamento da storici locali. Si deve alla Logan Berenson la convincente attribuzione al fiorentino Bicci di Lorenzo, in un periodo che denuncia l'influenza di Gentile da Fabriano e dei Senesi, fra i quali il Sassetta







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